Accord Phoenix, c’è il dissequestro

L’azienda autorizzata a smaltire i materiali non idonei, da lunedì rientreranno in fabbrica 5 operai
L’AQUILA. Un dissequestro parziale, che consentirà di far partire i lavori di bonifica e adeguamento del sito. Il tribunale dell’Aquila ha autorizzato l’Accord Phoenix alla rimozione dei materiali non idonei, stoccati in aree non adeguate, rinvenuti lo scorso dicembre nel corso di un’ispezione della Finanza. Da lunedì rientrerà in fabbrica una squadra di 5 operai, fra i 20 attualmente in cassa integrazione, a cui verranno affidati gli interventi. Poi si dovrà attendere la riunione della conferenza dei servizi, che deve concedere l’autorizzazione unica ambientale della Regione, l’ultimo tassello mancante per avere il via libera definitivo all’avvio dello stabilimento per lo smaltimento di rifiuti elettronici, portato in città dall’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar. A quasi cinque mesi dall’apposizione dei sigilli, con l’ipotesi di reati ambientali a carico della dirigenza, parte dunque il piano di risanamento che l’azienda ha presentato per far sbloccare la vicenda. Nel frattempo, è stata implementata e inviata tutta la documentazione richiesta da Arta e Regione. La notizia è stata data ai sindacati ieri mattina dal direttore generale Francesco Baldarelli, dal responsabile finanziario Michele Polini e dal capo del personale Michela Santoro. «Ho preso atto della novità», il commento di Clara Ciuca della Uilm, «e si tratta di un primo passo verso la risoluzione della vertenza. Intanto, da lunedì ci saranno 5 persone al lavoro, per rimuovere i materiali giudicati non idonei. L’azienda si è anche impegnata a completare i colloqui per le assunzioni del personale, sempre attingendo dal bacino dell’ex polo elettronico, e ad avviare la formazione. A breve saremo riconvocati per conoscere i nuovi ruoli del gruppo dirigente. La conferenza dei servizi per il via libera definitivo potrebbe arrivare entro un mese. C’è stata un’assunzione di responsabilità», sottolinea Ciuca, «che dovrebbe portare a non ripetere gli errori fatti. La Uilm continuerà a fare il sindacato e a vigilare: non si può giocare sulla pelle delle persone, che da oltre 4 anni attendono di tornare al lavoro. E non posso non sottolineare, da dicembre a oggi, il silenzio della politica». L’Accord Phoenix, che ha ricevuto un contributo di 10,7 milioni da Invitalia, aveva presentato un cronoprogramma che prevedeva l’attivazione di una prima linea produttiva, con 60 assunzioni subito e 129 a regime.
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