Accord Phoenix, l’intoppo non si sblocca

Preoccupati i sindacati: «La trattativa è ferma mentre la cassa integrazione sta scadendo»
L’AQUILA. Per i primi operai la mobilità scadrà a giorni. A ruota, tra aprile e maggio, toccherà alla maggior parte dei 200 lavoratori del polo elettronico che attendono di essere ricollocati e che ponevano grandi speranze sull’insediamento all’Aquila dell’Accord Phoenix.
Da Roma, però, non arriva nessun segnale. E i sindacati tuonano: «Siamo tenuti all’oscuro. Chiediamo subito un tavolo con l’azienda».
La Cisl annuncia azioni forti, già a partire dalla prossima settimana, mentre la Uil lancia un appello al presidente Ravi Shankar: «Ci dica come stanno le cose. Dobbiamo dare risposte ai lavoratori».
Le ultime notizie risalgono a un mese fa, quando nella sede di Invitalia sono arrivati due funzionari della Deutsche Bank, che potrebbe entrare nel pacchetto societario dell’Accord ed emettere la fideiussione a garanzia dell’investimento, sbloccando di fatto l’erogazione dei 12 milioni pubblici necessari a far decollare l’operazione. Senza la delibera dell’istituto di credito tedesco, difficilmente l’agenzia del ministero dell’Economia potrà dare il via libera al progetto. Il placet di Invitalia sembrava a portata di mano, lo scorso giugno. Ma poi la pratica, aperta da un anno e mezzo, si è arenata. In ballo ci sono tanti posti di lavoro: 200, tra cassintegrati e operai in mobilità, che a breve perderanno anche l’ultima ancòra degli ammortizzatori sociali. «Purtroppo siamo tenuti all’oscuro», spiega Gino Mattuccilli della Fim-Cisl, «e questo silenzio ci preoccupa molto. Siamo pronti a richiamare l’attenzione, anche con azioni forti, e sollecitiamo di nuovo i vertici aziendali a venire all’Aquila, per chiarire la situazione. Vista l’emergenza occupazionale che ha messo in ginocchio il nostro territorio, dovrebbero muoversi anche la Regione e il Comune, facendo da tramite con Invitalia».
Se scadono gli ammortizzatori sociali, si perdono anche eventuali agevolazioni di cui potrebbe usufruire l’azienda riassumendo il personale fuoriuscito dal ciclo produttivo: «Lo stiamo dicendo da mesi», sottolinea Clara Ciuca della Uilm, «ma il tempo ormai gioca a sfavore. Per una ventina di operai la mobilità scade ad ottobre. Per altri 70 tra i prossimi mesi di aprile e maggio. La mobilità in deroga non è stata rifinanziata dal governo. A questo punto, non sappiamo che risposte dare ai lavoratori che quotidianamente vengono a bussare alla porta del sindacato. Cerco da una decina di giorni di avere notizie dall’azienda, ma invano. Se ci sono altri intoppi, è nostro diritto saperlo».
L’Accord Phoenix, di cui è azionista di maggioranza l’imprenditore britannico di origini indiane Ravi Shankar, ha presentato da circa 2 anni un progetto per realizzare negli spazi dell’ex Italtel un sito per lo smaltimento di rifiuti elettronici: un investimento di 35 milioni di euro, di cui 12 dovrebbero arrivare dal calderone dei fondi Cipe, già utilizzato per il polo farmaceutico aquilano.
Il sindaco Massimo Cialente ha sempre riposto molte speranze sull’avvio dell’attività di questa nuova azienda che dovrebbe insediarsi nel polo elettronico a Pile. E, infatti, confidava di superare gli intoppi entro la fine dell’estate.
Romana Scopano
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