Accord Phoenix-Neon: è scontro sui pagamenti

L’azienda: «10 tir sono fermi». La replica di Romanelli, direttore del Tecnopolo: «Sono morosi e i dirigenti conoscevano giorno e ora del distacco di energia».
L’AQUILA. Tra Accord Phoenix e Neon Appalti è scontro sui pagamenti. L’azienda accusa («Abbiamo 10 tir fermi»), ma la replica è durissima. «Il distacco dell’energia elettrica è stato causato dall’inadempimento da parte della Accord Phoenix, distacco contrattualmente previsto».
È il direttore del Tecnopolo Roberto Romanelli, a replicare alle osservazioni mosse dall’azienda nei confronti della Neon Appalti, concessionaria per conto del Comune per la gestione della struttura. Romanelli annuncia anche azioni legali. Tutto è iniziato dalla denuncia querela che l’Accord Phoenix ha rivolto alla Neon Appalti, dopo l’interruzione, venerdì pomeriggio intorno alle 17, dell’erogazione di energia elettrica agli impianti dello stabilimento. L’azienda ha informato le autorità competenti e ha parlato di «episodio gravissimo» e di «accanimento inspiegabile».
TECNOPOLO. «L’avviso del distacco», spiega Romanelli, «è stato trasmesso tre giorni prima, con tempi più lunghi rispetto ai termini previsti dal contratto. Inoltre, massima attenzione da parte nostra alla sicurezza di personale, mezzi e attrezzature. Abbiamo però il dovere di garantire l’integrità economica dell’intero complesso tecnologico-industriale».
CHE COS’È. In premessa, Romanelli ricorda che «il Tecnopolo d’Abruzzo è un complesso tecnologico-industriale di 176mila metri quadrati, in cui vengono forniti servizi altamente performanti (fibra illimitata, conduzione di impianti di nuova generazione, presìdi manutentivi e di vigilanza h24, e altro ancora) che hanno reso il Polo punto di vanto e attrazione nel mondo industriale del capoluogo. Negli ultimi due anni si sono insediate diverse realtà di fuori regione, nonché multinazionali, che hanno implementato il numero dei lavoratori occupati in svariate centinaia».
NEL MERITO. Quindi, Romanelli entra nel merito: «Per la contestazione della qualità del servizio offerto dalla nostra società come corrispettivo del canone di housing da loro versato, vanno fatte delle precisazioni. Anzitutto l’attuale situazione di inadempimento della Accord segue ad altre analoghe, rispetto alle quali è solamente per il senso di responsabilità del Tecnopolo che lo stesso non si è avvalso del proprio diritto, contrattualmente previsto, di sospendere le proprie prestazioni ai sensi dell’art. 1460 del codice civile, pur essendo stato necessario ricorrere a solleciti, diffide e ben tre decreti ingiuntivi adottati dal tribunale dell’Aquila a carico di Accord Phoenix. Proprio per evitare disagi e inconvenienti all’azienda e ai lavoratori», sottolinea Romanelli, «abbiamo anticipato la comunicazione del distacco con una mail certificata che indicava perfettamente giorno e ora in cui si sarebbe proceduto alla sospensione dei servizi e delle forniture, e cioè alle 17 di venerdì 15 marzo. Avremmo potuto inviare la Pec anche solo 24 ore prima della cessazione, come previsto da contratto, ma l’abbiamo anticipata di due giorni proprio al fine di far assumere alla Accord tutte le più opportune cautele in ordine a personale e attrezzature. Fuori luogo quindi tutte le esternazioni relative ai disagi che sarebbero stati vissuti dai lavoratori a causa della mancanza di preavviso». In chiusura, una riflessione: «Da parte nostra», dice Romanelli, «viviamo con sconcerto, sorpresa e perplessità i messaggi ambigui e ingenerosi (“in altre regioni questa cosa si può chiamare con un termine...”) espressi in conferenza stampa. Accuse infamanti, che presuppongono da parte nostra l’inevitabile ricorso ad azioni di tipo legale finalizzate a tutelare la nostra onorabilità. Nonostante le accuse che ci vengono mosse, e soprattutto per tutelare i lavoratori che non per nostre responsabilità vivono una situazione di grave disagio, ci auguriamo che la querelle si risolva in brevissimo tempo e per questo siamo disponibili a ripartire immediatamente con la fornitura dei servizi, non appena l’azienda provvederà a onorare le proprie obbligazioni».
ACCORD PHOENIX. Secondo l’azienda, l’interruzione sarebbe avvenuta durante un turno di lavoro, con lavoratori rimasti bloccati a causa delle porte automatiche e possibili danni, ancora da riscontrare, ai macchinari del sito. «Ci auguriamo che tutto torni alla normalità lunedì (domani, ndc)», ha dichiarato il direttore generale Francesco Baldarelli, «anche grazie all’intervento delle autorità e del sindaco dell’Aquila. Se ciò non accadesse, con 10 Tir carichi di materiali che a inizio settimana devono partire diretti in Asia e Malesia, potremmo essere costretti a sospendere l’attività produttiva». L’interruzione dell’erogazione elettrica è arrivata «dopo una serie di lettere», ha aggiunto il responsabile finanziario Michele Pollini, «in cui si intimava, da parte della Neon Appalti, il ripristino del pagamento del canone per le gestione dei servizi esterni (pulizia dei locali esterni, mantenimento della pubblica illuminazione, pulizia delle aiuole e attivazione dei mezzi sgombraneve) che abbiamo smesso di pagare lo scorso novembre, su sollecitazione dell’Organismo di vigilanza interno, in quanto ritenuto troppo esoso, appellandoci alla clausola di recesso dal contratto».
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