Accord, presentata l’offerta di acquisto della sede ex Italtel
Il vicepresidente Baldarelli: «Dopo il via libera del Comune partiremo subito coi lavori per la sistemazione dei locali»
L’AQUILA. L’Accord Phoenix ha presentato l’offerta di acquisto dello stabilimento ex Italtel, a Pile. L’azienda punta ad acquisire 20mila dei 30mila metri quadrati totali dell’ex polo elettronico per avviare l’attività di quello che, almeno sulla carta, è stato presentato come il più grande e innovativo stabilimento in Italia, e secondo in Europa, per la lavorazione dei rifiuti elettronici. Top secret la cifra offerta dai vertici dell’Accord Phoenix al Comune dell’Aquila, che da sempre caldeggia l’operazione del riavvio del presidio aquilano, che ha fatto la storia dell’industria locale. La manifestazione di interesse inoltrata formalmente dal vicepresidente dell’Accord, Francesco Baldarelli, socio di minoranza del magnate indiano Ravi Shankar, chiude la fase di esame preventivo da parte di Invitalia, che ha vagliato attentamente la parte finanziaria del progetto, dovendo concedere un finanziamento del 25 per cento del costo dell’impianto. Un investimento totale di 40 milioni di euro per ristrutturare, adeguare e ampliare la zona centrale del vecchio stabilimento di Pile, dove è previsto anche un ampliamento con la realizzazione di una palazzina ad uso uffici. Baldarelli nei giorni scorsi aveva anticipato al Centro la presentazione, entro ottobre, dell’offerta di acquisto assicurando – ottenuto il via libera da parte dell’amministrazione comunale e del commissario ex Finmek, che deve autorizzare l’acquisizione dell’area di proprietà della società fallita e commissariata – l’apertura immediata del cantiere. Lo stabilimento, che a regime darà lavoro a 124 dipendenti, recupererà il 98% delle materie prime raccolte e lavorate: plastica bianca e grigia, acciaio, alluminio, rame, materiali ferrosi e vetro. Proprio quest’ultima fase prevede il coinvolgimento dell’indotto, in particolare delle aziende presenti sul territorio che potranno lavorare le materie prime recuperate e reimmetterle sul mercato. Sull’operazione Accord Phoenix i sindacati hanno avanzato dubbi, a più riprese, sollecitando chiarimenti in sede istituzionale, soprattutto in relazione allo slittamento dei tempi di insediamento dell’azienda e alla ricollocazione degli operai dell’ex polo elettronico.
Monica Pelliccione
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