Accord, revocato il sequestro
Pm restituisce il materiale informatico al direttore Baldarelli accusato di truffa
L’AQUILA. Sembra prendere una piega diversa da quella inizialmente ipotizzata il secondo filone d’inchiesta sull’insediamento dell’Accord Phoenix. Mesi fa era stato inviato un avviso di garanzia al direttore generale dello stabilimento Francesco Baldarelli, per truffa.
Secondo l’accusa, l’indagato, che subì il sequestro di materiale informatico, avrebbe avuto da Invitalia spa un finanziamento pubblico (per 10 milioni di euro circa), sulla scorta, ipotizzarono i militari delle Fiamme Gialle, di «una fittizia rappresentazione dei presupposti da parte dell’indagato, che avrebbe agito in concorso con altri».
Nei giorni scorsi, però, su istanza dell’avvocato Giulio Agnelli, la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro di «computer, telefoni cellulari, Ipad Apple, chiavette usb» che erano stati sottratti a Baldarelli, nel gennaio scorso, dopo una perquisizione nei locali in cui l’ingegnere svolge la propria attività professionale. L’inchiesta, inizialmente, sembrava destinata a produrre contestazioni che andavano ben oltre la truffa ma ora, comunque vada, il caso sembra ridimensionarsi.
Ora si attendono le richieste della Procura anche perché sono passati più di sei mesi dall’apertura del fascicolo.
Quanto all’attività aziendale, i sindacati confidano in nuove assunzioni. (g.g.)
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