Accord, sollecitato il piano industriale

23 Novembre 2017

I sindacati: «Ben vengano le nuove assunzioni, ma c’è buio assoluto sulle dinamiche aziendali»

L’AQUILA. «Che fine hanno fatto le relazioni sindacali? E quando vedremo il piano industriale?». Sono le due domande che Fim, Fiom e Uilm rivolgono all’Accord Phoenix. Lo fanno a distanza, perché non hanno più incontrato i vertici aziendali dal mese di luglio e da settembre sollecitano un confronto, che finora non è avvenuto. Un atteggiamento «che sconcerta» le parti sociali, che stanno assistendo da fuori alla ripresa produttiva del sito, «annunciata solo agli organi di informazione». Dopo mesi di attesa, e dopo aver visto entrare in fabbrica politici e giornalisti, i sindacati di categoria hanno convocato una conferenza stampa per chiedere spiegazioni. Ben vengano le nuove assunzioni – una trentina in tutto – e nessuna volontà di boicottare l’operazione, partita nel lontano 2012. Ma sono stanchi di essere tenuti all’oscuro di quanto sta accadendo: «Ricordo quando ci venne illustrato questo progetto per la prima volta dall’ex sindaco Massimo Cialente», ha spiegato Clara Ciuca della Uilm,«e da allora abbiano seguito tutte le vicende, compresi i colpi di scena, che hanno caratterizzato l’insediamento dell’Accord. Come Uilm, abbiamo sempre dato il nostro sostegno, nonostante le critiche al gruppo dirigente che, in alcune situazioni, come quella del sequestro del sito da parte della Gdf, ci è sembrato non adeguato. Ora però sorprende, e non poco, l’atteggiamento assunto negli ultimi mesi: stop alle relazioni fra le parti, buio assoluto su quello che succede in fabbrica, sulle lavorazioni, sui carichi di lavoro. E nonostante il cambio al vertice, con l’ingresso di Giuseppe Carrella al posto di Ravi Shankar, notiamo troppa confusione, a livello manageriale». Giampaolo Biondi della Fim si interroga sulla scelta di tener fuori i sindacati, «pur apprezzando che questa è l’unica azienda che ha portato investimenti e assunzioni sul territorio. Abbiamo chiesto un incontro a settembre, non è arrivato alcun segnale. E senza piano industriale, ad oggi, non sappiamo quanta gente, tra gli ex lavoratori del polo elettronico, saranno in grado di riassorbire». Alfredo Fegatelli della Fiom si riserva di esprimere giudizi sulla società dopo aver perso visione del piano industriale: «Partecipo agli incontri e continuerò a farlo in vista del tavolo istituzionale richiesto in Regione. Ben vengano le assunzioni, ma stanno avvenendo a porte chiuse».
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