Accord, stop al riavvio produttivo
La conferenza dei servizi ha chiesto all’azienda di integrare la documentazione
L’AQUILA. Manca ancora un tassello, per il via libera definitivo alla ripartenza dell'Accord Phoenix, dopo lo stop imposto dalla Finanza in seguito all'indagine sullo stoccaggio di materiali non autorizzati. La conferenza dei servizi convocata dalla Regione, che deve dare il via libero definitivo all'Aia, l'autorizzazione integrata ambientale, ha richiesto all’azienda l'integrazione della documentazione destinata all'Arta, l'Agenzia regionale per la tutela ambientale. Slittano ancora i tempi, mentre all'interno del sito sono rientrati, per gli interventi di bonifica imposti dal tribunale, 11 operai, che stanno lavorando sotto la supervisione degli uomini delle Fiamme Gialle. Inizialmente l'azienda ha richiamato dalla cassa integrazione, scattata a febbraio, 5 persone, a cui se ne sono aggiunte ora altre 6. L'obiettivo è ottenere il dissequestro dello stabilimento, in modo da avviare la prima linea produttiva, destinata allo smaltimento di rifiuti elettronici. I sigilli allo stabile, all'interno del polo elettronico, sono stati apposti nel mese di dicembre, dopo un blitz della Guardia di Finanza. In attesa ci sono gli ex lavoratori delle aziende aquilane che hanno chiuso i battenti, ai quali è stata data la priorità nelle assunzioni, che prevede a regime 129 posti. Il progetto dell'imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar sfiora i 50 milioni, di cui 10,7 erogati da Invitalia. (r.s.)
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