Accusati di ricettazione, scagionati in tre
CARSOLI. Erano stati fermati con una caldaia e una stufa a gas in macchina, secondo le forze dell’ordine provento di un furto perpetrato in abitazione. Per questo motivo furono denunciati e finirono...
CARSOLI. Erano stati fermati con una caldaia e una stufa a gas in macchina, secondo le forze dell’ordine provento di un furto perpetrato in abitazione. Per questo motivo furono denunciati e finirono sotto processo per il reato di ricettazione. Il giudice della sezione penale del tribunale di Avezzano, Stefano Venturini, li ha però assolti, in quanto «il fatto non sussiste».
Si tratta di Fabio e Roberto Marcelli, rispettivamente di 49 e 34 anni, e Simone Tulli (33). Persone già finite in passato nei guai per lo stesso tipo di reato.
Il giudice ha accolto le tesi difensive degli avvocati Clara Cardamone, Gianluca Presutti e Paolo Frani.
I fatti risalgono al febbraio del 2011, quando i tre furono fermati mentre erano a bordo dell’auto di uno di loro e furono trovati in possesso di quella che fu indicata come “la refurtiva” di un colpo messo a segno a Tagliacozzo. Gli avvocati sono riusciti a dimostrare, però, che non era possibile collegare il furto al ritrovamento della caldaia e della storia e soprattutto a dimostrare che si trattava della stessa merce.
Fabio e Roberto Marcelli, in passato, finirono sotto processo per essere stati riconosciuti come gli autori di un furto nello stabilimento “Galileo Avionica” del gruppo Selex Galileo, che si trova nell’area industriale di Carsoli. Erano stati filmati dalla telecamere, ma nel 2014 furono scagionati dall’accusa di tentato furto pluriaggravato, in quanto secondo il giudice le immagini della videosorveglianza non sarebbero bastate a dimostrare che si trattasse proprio di loro.
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