Accusato di molestie, salvato da un cavillo

10 Febbraio 2023

Il 63enne di Celano lasciava biglietti allusivi a una minore, ma dopo la riforma Cartabia serviva la querela

CELANO. Era accusato di continue molestie nei confronti di una minorenne, ripresa con il cellulare mentre passeggiava in strada, destinataria di bigliettini con messaggi allusivi. Accuse mosse nei confronti di un 63enne di Celano, finito prima sotto processo e poi prosciolto dalle accuse. I fatti risalgono a giugno del 2021 quando, secondo le accuse, l’uomo ha cominciato a perseguitare una concittadina di 17 anni. Da quanto emerso nelle indagini dei carabinieri, il celanese ha iniziato a molestare la minorenne «con petulanza». In particolare, l’avrebbe filmata mentre si trovava in strada e, successivamente, le avrebbe anche lasciato sul manubrio del motorino un biglietto con scritto: «Complimenti, sei molto bella, mi farebbe molto piacere conoscerti, chiamami, (nome), ciao bella chiamami», scrivendole il suo numero di cellulare. Gli episodi contestati sono stati riferiti dalla ragazza alla propria madre che ha segnalato quanto avveniva ai carabinieri. I militari dell’Arma hanno così avviato le indagini, trattandosi di un reato perseguibile d’ufficio. A seguito degli accertamenti, l’uomo è finito sotto processo. Durante l’ultima udienza il legale dell’imputato, l’avvocato Domenico Quadrato, ha evidenziato che dal 31 dicembre alcuni reati, come appunto le molestie, ma anche i furti, le lesioni, le truffe e i sequestri di persona non aggravati, non sono più perseguibili senza querela di parte. Ciò in virtù della riforma Cartabia. L’obiettivo della legge è quello di ridurre il numero di procedimenti e migliorare l’efficienza della giustizia. La norma si applica anche ai reati avvenuti prima dell’entrata in vigore della legge. Ciò avrebbe però creato un danno a tutte le persone offese che non avevano presentato a suo tempo la querela visto che le forze dell’ordine procedevano d’ufficio. Per questo motivo il legislatore ha dato la possibilità alle parti offese di presentare la denuncia anche successivamente. Nel caso della 17enne, nel frattempo divenuta maggiorenne, la denuncia non è stata mai presentata, neanche successivamente. E così per il 63enne, il tribunale ha emesso una sentenza di non luogo a procedere. (p.g.)
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