Acqua alle centrali, allarme in agricoltura

I consiglieri Scoccia e Pepe portano il caso in Regione. Accuse al commissario del Consorzio di bonifica
PRATOLA PELIGNA. Più acqua alle centrali idroelettriche e meno ai campi degli agricoltori. Il rischio reale è che gli agricoltori del Centro Abruzzo, che sono serviti dal fiume Aterno, restino senz’acqua. Ne sono convinti gli assessori regionali Marianna Scoccia e Dino Pepe che hanno contestato, in sede di Commissione vigilanza, la decisione del commissario del Consorzio di bonifica Atermo-Sagittario, Adelina Pietroleonardo, di indire una gara per lo sfruttamento delle acque fluenti nelle condotte consortili del bacino idrografico Aterno-Pescara. I due consiglieri regionali hanno quindi chiesto all’assessore di riferimento, Emanuele Imprudente, la revoca del provvedimento. «Si prevede che vengano turbinate le acque di supero della derivazione irrigua pari a 1.080 litri al secondo, per una portata media annua di 500 litri al secondo», afferma Scoccia, «considerato che tale portata equivale al 100% della derivazione e che dopo i due salti energetici l’acqua viene direttamente restituita nel fiume Aterno, ne consegue che nemmeno un litro può essere utilizzato ai fini irrigui. Questo significa che non si realizza la condizione che tali usi diversi debbano comportare la restituzione nel medesimo sistema dei canali di una portata non inferiore all’80 per cento delle acque derivate e che la qualità e che la quantità della risorsa restituita sia compatibile con le successive utilizzazioni irrigue». Secondo Pepe e Scaccia i due progetti presentati dal Consorzio, «non hanno i requisiti tecnici e giuridici per essere realizzati».
«Alle precise e puntuali riserve avanzate da noi componenti della Commissione, il commissario regionale, nonostante informata dell’argomento in trattazione inserito all’ordine del giorno, ha fornito risposte scarne e che per nulla ci hanno soddisfatto ma anzi, hanno lasciato trasparire una profonda mancanza di metodo e conoscenza della materia oggetto dell’audizione da parte del commissario».
«A causa di questo modus operandi i consorziati non vengono assolutamente tutelati», concludono i due consiglieri regionali di minoranza, «saremo al fianco degli agricoltori, affinché tale provvedimento venga revocato». (c.l.)
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