Acqua alle centrali, il commissario: «L’irrigazione non avrà problemi»

PRATOLA PELIGNA. I consiglieri regionali Dino Pepe e Marianna Scoccia l’hanno invitata a ritirare il procedimento di gara per lo sfruttamento energetico delle acque del fiume Aterno per il rischio...
PRATOLA PELIGNA. I consiglieri regionali Dino Pepe e Marianna Scoccia l’hanno invitata a ritirare il procedimento di gara per lo sfruttamento energetico delle acque del fiume Aterno per il rischio che i terreni agricoli dei soci del Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, restino senz’acqua. Ma il commissario regionale Adelina Pietroleonardo è decisa ad andare avanti. Lo ha ribadito in una nota in cui elenca tutte le motivazioni a sostegno della sua decisione. «La disponibilità di acqua per l’irrigazione resterà inalterata poiché la produzione di energia idroelettrica avviene sfruttando solo la movimentazione dell’acqua eccedente il fabbisogno agricolo, nella stagione irrigua, e quella disponibile, nei periodi non irrigui», evidenzia il commissario Adelina Pietroleonardo. La gara è assolutamente legittima e il ricorso per il quale il Tar dovrà esprimersi, attiene solo ed esclusivamente ai criteri di aggiudicazione». Il commissario ha poi spiegato che per quanto riguarda le concessioni per uso irriguo che avrebbero dovuto richiedere le amministrazioni precedenti, queste sono state istruite e sono in fase di valutazione da parte del servizio procedente.
«La realizzazione del progetto in questione, consente il rifacimento degli impianti della centrale di Capodacqua», conclude Pietroleonardo, «la cui obsolescenza non garantisce da diversi anni una produzione certa e costante oltre a costituire un rischio per il personale addetto al servizio. Inoltre, l’attuazione del progetto produce, a costo zero, consistenti entrate nelle casse del Consorzio con corrispondente riduzione dei tributi a carico dei consorziati».
I consiglieri regionali Scoccia e Pepe invece, insistono sulla pericolosità del procedimento di gara che, «se portato avanti», sostengono, «potrebbe arrecare ingenti danni al Consorzio e quindi agli stessi agricoltori soci. Il progetto messo in gara non risulta realizzabile per mancanza dei necessari requisiti di legge», ribadiscono Scoccia e Pepe, «con la certezza che la sua aggiudicazione esporrà il Consorzio di bonifica a sicure richieste di danni da parte dell’aggiudicatario. Danni ai quali saranno chiamati purtroppo a rispondere i consorziati inconsapevoli di quanto è stato posto in essere nonché, a norma di legge, la stessa Regione che è deputata alla vigilanza sui Consorzi di bonifica». (c.l.)
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