Acqua dal Giovenco, bufera tra Pescina e San Benedetto

D’Orazio: «Protesta montata per scopi elettorali, gravi conseguenze per i campi» Iulianella: «No a lezioni di morale, qualcuno china la testa per ordini di scuderia»
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Pescina e San Benedetto dei Marsi ai ferri corti. Pomo della discordia la captazione dal fiume Giovenco dell’acqua che, alimentando le vasche di accumulo poste tra Pescina e Venere, verrebbe utilizzata d’estate per l’irrigazione del Fucino. Contro tale captazione, che avviene già da anni a monte del centro abitato, Pescina ha più volte espresso forti perplessità. Ora, ,temendo che il progetto per la realizzazione di un impianto irriguo del Fucino, per il quale sono stati stanziati 50 milioni, preveda un aumento della captazione di acqua, ha puntato i piedi: serve l’acqua del Giovenco? La si capti a valle. Una presa di posizione che ha mandato su tutte le furie il sindaco di San Benedetto, Quirino D’Orazio. «L’8 febbraio», racconta D’Orazio, «il presidente dell’Arap Abruzzo, Giuseppe Savini, insieme al suo staff tecnico, ha fatto un sopralluogo a Pescina per capire se il progetto relativo alla captazione delle acque dal Giovenco fosse fattibile. Eravamo presenti io, il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, e il suo vice, Tiziano Iulianella, il quale ha chiesto a Savini se era possibile spostare la captazione a valle, dato che, eseguirla alla sorgente, avrebbe comportato una riduzione della portata del fiume. Savini ha assicurato che l’Agenzia avrebbe valutato la proposta e che ci saremmo aggiornati. Ci siamo salutati con una stretta di mano. La sera a Pescina è scoppiato il finimondo. Parola d’ordine: l’acqua del Giovenco non si tocca. Una così drastica presa di posizione di Pescina, ancor prima di conoscere la risposta dell’Arap, è incomprensibile. Ho il sospetto che si tratti di una protesta montata per scopi elettorali. Con conseguenze gravissimi per l’agricoltura del Fucino. L’atteggiamento di Pescina, infatti, potrebbe frenare l’iter dell’intero progetto sull’impianto irriguo del Fucino che Autorità di distretto, Arap e Consorzio di Bonifica ovest stanno portando avanti. Con il risultato che i 50 milioni stanziati per l’impianto ritornino a Bruxelles».
Il sindaco di Pescina, però, respinge con fermezza le accuse di strumentalizzazione politica della vicenda, adombrata dal primo cittadino di San Benedetto dei Marsi.
«È dal 2013», risponde piccato Stefano Iulianella, «che il Comune di Pescina, attraverso deliberazioni consiliari, ha cercato di tutelare la captazione a monte delle acque del nostro fiume. Abbiamo manifestato da sempre la nostra contrarietà all’invaso di Amplero, che oggi nel nuovo progetto rispunta prepotentemente. Abbiamo portato avanti le nostre idee, partecipando a tutti gli incontri promossi dagli Enti interessati senza mai frapporre ostacoli, ma proponendo e condividendo quello che secondo tutti era il miglior progetto per la soluzione del problema dell'irrigazione nel Fucino. Non lo facciamo ora perché tra poco siamo chiamati al rinnovo del consiglio comunale. Lo facciamo ora perché in questo momento l’attacco della Regione Abruzzo verso il nostro territorio è frontale e deleterio. Se qualcuno deve abbassare la testa per ordine di scuderia, lo faccia pure. Ma non venga a fare né lezione di politica né lezione di morale a noi, perché non abbiamo intenzione di cedere di un centimetro».
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