Acqua torbida, ecco la proposta per evitare altre interruzioni

9 Febbraio 2021

Piccinini (presidente Gsa) scrive al commissario Gisonni: «Due notti di lavoro nei tunnel e una di fermo La risposta serve subito perché il riavvio dell’intervento riproporrà il problema nella rete»

L’AQUILA . Dallo scontro alla proposta. Assume contorni più distesi e collaborativi il confronto tra il presidente di Gran Sasso Acqua (Gsa) Alessandro Piccinini e il commissario per la messa in sicurezza del sistema idrico del massiccio appenninico Corrado Gisonni. Dopo il botta e risposta di domenica sulle cause dell’intorbidimento delle acque potabili, con conseguente interruzione del servizio nella zona est del territorio comunale dell’Aquila e in alcuni centri della Subequana, la società che gestisce la rete di distribuzione mette sul tavolo una possibile soluzione di compromesso che eviti ulteriori allarmi e disguidi a carico degli utenti.
EMERGENZA RIENTRATA. La problematica che ha determinato la mancata erogazione dell’acqua è stata risolta nella tarda serata di domenica e già dalla nottata successiva il servizio è stato integralmente ripristinato. «I serbatoi sono stati ricaricati e il servizio è ripreso senza ulteriori difficoltà», assicura Piccinini. Determinante è stata la sospensione dei lavori all’interno del traforo da cui sarebbe derivato l’intorbidamento. Al di là delle responsabilità, se relative all’eccessiva movimentazione dei residui nelle condotte, come sostiene Gran Sasso Acqua, o alle criticità del sistema di drenaggio, stando a quanto fatto rilevare da Gisonni, la questione è destinata a riproporsi con la prosecuzione dell’intervento nei tunnel. Per questo Piccinini ha fatto recapitare al commissario una proposta che, quanto meno, tenga sotto controllo la situazione nel medio periodo.
LA LETTERA. Il presidente della società che gestisce la rete idrica ieri ha scritto direttamente a Gisonni esponendogli l’idea, elaborata con il supporto dei tecnici dell’azienda acquedottistica. «In pratica ho chiesto al commissario di adottare un piano», sottolinea Piccinini, «che preveda due notti di lavoro e una di fermo». Questo accorgimento dovrebbe garantire la necessaria sicurezza sulla qualità della distribuzione nella rete. «Riusciremmo ad organizzarci per raggiungere due scopi», spiega il presidente, «tenere sotto controllo il livello di torbidità dell’acqua e garantire l’approvvigionamento agli utenti». L’eventuale riproposizione del problema che due giorni fa è stato all’origine dell’interruzione del servizio, a detta del presidente, potrebbe creare disagi a una potenziale platea di circa 70mila persone nell’Aquilano.
FARE IN FRETTA. La missiva è stata inviata nel pomeriggio di ieri e Gran Sasso Acqua attende una risposta a strettissimo giro. Dopo la sospensione, i lavori nel traforo sono ripresi nella notte e se proseguiranno al ritmo precedente, già nelle prossime ore si potrebbe ripresentare il problema dell’intorbidimento. È necessario dunque, secondo Piccinini, che il commissario esamini quanto prima la proposta e fornisca una risposta. L’obiettivo, insomma, è scongiurare il pericolo di altre interruzioni nell’erogazione dell’acqua che creerebbero notevoli difficoltà ai cittadini.
IL TAVOLO. Se non fosse praticabile nell’immediato l’adozione della misura suggerita nella lettera, allora sarebbe comunque necessario avviare un dialogo diretto sulla gestione degli interventi in corso nelle viscere della montagna. «Apriamo un tavolo», è la proposta alternativa indicata da Piccinini, «per trovare insieme la soluzione più idonea». Il presidente, dunque, tiene a far emergere l’atteggiamento collaborativo della società acquedottistica, stemperando le tensioni innescate nello scorso fine settimana. Gran Sasso Acqua venerdì aveva inviato una segnalazione al commissario, tramite posta certificata, chiedendo la sospensione dei lavori, ma a quanto pare non ha ricevuto riscontro. Gisonni ha fermato l’intervento domenica sera, dopo l’annuncio dell’interruzione del servizio idrico, bacchettando però la società di distribuzione per «l’anomalo accumulo di sedimenti sul fondo del canale di drenaggio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA