Acquasanta Il nuovo stadio continua a dividere
L’AQUILA. Le problematiche dello stadio di Acquasanta continuano ad alimentare il dibattito a livello cittadino. In relazione alle ultime vicende legate ai ritardi nell’apertura dell’impianto si...
L’AQUILA. Le problematiche dello stadio di Acquasanta continuano ad alimentare il dibattito a livello cittadino.
In relazione alle ultime vicende legate ai ritardi nell’apertura dell’impianto si registra l’intervento del lettore Franco Taccia, sostenitore della prima ora della formazione rossoblù.
«La situazione dello stadio di Acquasanta è assolutamente chiara per tutti», scrive Taccia. «Nel mio piccolo, da mesi e mesi, grazie all’ospitalità di Inabruzzo.com, ho scritto non so più quante volte su questa vera e propria vergogna, nata e ingigantitasi grazie all’incapacità di molti, alla presunzione/ignoranza dei medesimi e anche, a mio modesto avviso, al troppo lieve impegno della società rossoblù affinché la vicenda potesse concludersi positivamente. Adesso qualcuno, anche in Comune scopre che Acquasanta è di fatto “irraggiungibile” (calcisticamente parlando), vista la genialità della sua collocazione in un punto più che nevralgico del traffico cittadino. Sarebbe da definire una vera e propria tragedia, ma con due circostanze che spingerebbero il tutto verso altra tipologia di rappresentazione teatrale. La prima è che negli anni, al Comune, sono riusciti soltanto a partorire varie denominazioni dell’impianto, puntualmente e giustamente osteggiate da tifosi e semplici cittadini con una sorta di plebiscito. L’altra è quella delle remore dovute alla vicinanza dell’impianto al cimitero monumentale, perché se al decoro e al rispetto per il medesimo può non essere confacente la cagnara che certamente fa da sottofondo alle partite di calcio, molto meno lo è la presenza continua, nei pressi, di peripatetiche più o meno automunite».

