Acquedotti colabrodo, arrivano 17 milioni

Imprudente: «Fondi gestiti dalla società Gran Sasso, è un passo avanti verso la modernizzazione»
L’AQUILA. In arrivo 16,8 milioni di euro per interventi mirati alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione del sistema idrico nel territorio aquilano. Si tratta di fondi del Pnrr assegnati alla Regione Abruzzo dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che si aggiungono ai 48 milioni già ottenuti per un totale di circa 66 milioni. «Come avevamo già avuto modo di anticipare», spiega Emanuele Imprudente, vicepresidente della giunta regionale, «quello del gestore Gran Sasso Acqua, rientrando nella seconda finestra temporale dell'avviso, rappresenta l’ultimo tassello territoriale finanziato, che si aggiunge ai 48 milioni di euro già ottenuti per i restanti sub ambiti, quali Aca, sub ambito pescarese; Ruzzo Reti, sub ambito teramano; Saca, sub ambito Peligno; Cam spa, sub ambito marsicano; Sasi, sub ambito chietino. I quasi 66 milioni totali», conclude Imprudente, «consentiranno all’Abruzzo di fare un passo avanti senza precedenti verso la modernizzazione, la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti».
L’intervento consentirà la riduzione delle perdite di acqua tramite l’ingegnerizzazione e distrettualizzazione delle reti, che saranno dotate di strumentazioni e sistemi di controllo digitali e innovativi come misuratori di pressione e di portata e contatori intelligenti, favorendo la gestione ottimale delle risorse idriche, la riduzione degli sprechi, la limitazione delle inefficienze, migliorando di conseguenza la qualità del servizio erogato ai cittadini.
Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Abruzzo di Openpolis, in provincia dell’Aquila viene perso il 62,3% di quanto immesso nella rete, in aumento di oltre 18 punti rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta del secondo dato più alto in Abruzzo (dopo quello della provincia di Chieti) e uno dei più ampi su scala nazionale, in cui la media è del 42%.
«I fondi saranno gestiti dalla Gran Sasso Acqua, l’unica società abruzzese rimasta fuori dalla precedente tranche di finanziamenti da cui avevano attinto gli altri cinque gestori del nostro territorio», commenta la consigliera regionale Sara Marcozzi, presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica. «Rimane tuttavia il rimpianto», conclude Marcozzi, «di non essere riusciti a presentare un progetto unico per l’intero Abruzzo. Avremmo potuto avere una fotografia completa di tutte le reti idriche e un controllo unificato e meno dispersivo sull'andamento dei lavori. Non solo, si sarebbe potuto iniziare a mettere finalmente in “rete le reti”, creando un sistema di mutuo soccorso tra province per far sì che nessun abruzzese debba stare ore senza acqua in casa». (l.p.)
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