Addio a Bettini, bandiera dei rossoblù

Si spegne a 84 anni l’ex calciatore e allenatore. Unico livornese a segnare con la maglia del Pisa alla squadra della sua città
L’AQUILA. È probabile che ancora la ricordino, i tifosi del Messina, quella partita del 28 febbraio 1960. Campionato di serie B, 23ª giornata. Ospite, allo stadio Giovanni Celeste, era il Cagliari di Antonino Congiu, idolo dei tifosi sardi prima dell’avvento di Gigi Riva. Il match finì con un netto 3-0 per i siciliani, che passarono in vantaggio al 59’. Nemmeno il tempo di rimettere la palla al centro e segnarono di nuovo, meno di un minuto dopo. Due gol in 40 secondi: un’impresa mai più ripetuta nel campionato cadetto, un record tuttora imbattuto. A realizzare entrambe le reti fu Giorgio Bettini, che il Messina aveva acquistato dall’Aquila calcio tre anni prima, nel 1957. Bettini si è spento ieri, dopo una lunga malattia, nella sua casa di Onna, dove viveva da qualche anno insieme alla moglie Rossella. Aveva 84 anni.
CHI ERA. Insieme al compianto “Paolone” Rossi, di 5 anni più giovane, Bettini fu una delle bandiere dell’Aquila calcio tra gli anni Sessanta e Settanta. Con i rossoblù collezionò, nel quinquennio 1964-1969, 150 presenze, molte delle quali indossando al braccio la fascia di capitano. Nato a Livorno il 7 febbraio 1936, era arrivato all’Aquila nel 1955, direttamente dalle giovanili del Torino. Centrocampista interno, dotato di grande tecnica e visione di gioco, si impose subito come uno dei giovani più promettenti del campionato di serie C, la categoria in cui L’Aquila militava in quegli anni. «All’epoca avevo appena iniziato a lavorare come cronista sportivo», ricorda Walter Capezzali, «insieme al collega Dante Capaldi notammo subito la sua bravura. Non era solo forte, era anche un leader, ma di quelli silenziosi, pacati, mai sopra le righe». Bettini fece il salto di categoria nel 1957, quando lo chiamò il Messina in serie B. In Sicilia rimase tre anni, disputando 89 incontri e mettendo a segno 6 reti, compresa la storica doppietta contro il Cagliari.
DA LIVORNESE SEGNA NEL PISA. Nel 1960 approdò al Pisa, in serie C, e lì fu protagonista di un altro episodio rimasto negli annali. In un derby giocato nel 1962 contro il Livorno (a Livorno) segnò al 29’ il gol della vittoria dei nerazzurri. «L’assist glielo fece proprio Paolo Rossi», ricorda Fernando Vaccarelli, suo ex collega allenatore. «Dopo quella partita non poté rimettere piede a casa sua per sei mesi!». Dopo Pisa, Bettini continuò a giocare in C prima a Lecce, nel 1965-54, e poi, come ricordato, dal 1954 al 1959, all’Aquila, dove chiuse la carriera. «Tra i tanti campionati disputati in rossoblù», racconta Dante Capaldi, «non si può non ricordare quello del 1956-57, anno in cui la squadra segnò ben 68 reti, un record».
BETTINI AQUILANO. Smessi i panni del giocatore, Bettini – che nel frattempo aveva messo radici in città, sposando Rossella (dalla quale avrà tre figli) e trovando lavoro prima come impiegato al Comune e poi come segretario scolastico – indossò quelli dell’allenatore: dal 1980 al 1982 guidò la prima squadra dell’Aquila in serie C per passare poi al settore giovanile, approdando infine, negli anni Novanta, come direttore tecnico, all’Amiternum di Umberto Irti. Sono tanti coloro che oggi ne piangono la scomparsa. «In una trasferta a Trapani», dice Sergio “Kalì” Petrilli, storico portiere dell’Aquila, «al termine di una partita in cui feci diverse parate decisive, mi ribattezzò “Salvatore”. Quel soprannome mi rimase fino a fine stagione». «La sua dirittura morale, la sua lealtà e la sua grande libertà sono state per me di grande insegnamento, in campo come nella vita», racconta Carlo Ciuffini, suo compagno di squadra e poi collega allenatore. «Dico addio a un grande amico e maestro». Oggi alle 15,30, alla sola presenza dei familiari più stretti, la tumulazione al cimitero dell’Aquila.
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