Addio a Canelli, virtuoso della batteria

29 Dicembre 2018

Aveva 66 anni. Dopo gli studi al Conservatorio entrò nello storico gruppo aquilano Bravo Reverendo Rebmann

L’AQUILA. Due immagini nel portafoglio per assecondare la sua passione e la sua devozione. La passione per la musica e per Gene Krupa, maestro di jazz e di swing. La devozione per padre Pio, sua figura di riferimento spirituale. Due immagini che ora accompagnano Giancarlo Canelli anche nel suo ultimo viaggio. Si è spento improvvisamente, all'età di 66 anni, il batterista aquilano che dopo la formazione al Conservatorio "Alfredo Casella", aveva suonato in moltissime collaborazioni, riuscendo ad aprire anche una sua scuola di musica. Da sempre molto attivo nel panorama musicale regionale, ha iniziato ad esibirsi nel gruppo storico cittadino Bravo Reverendo Rebmann subentrando al batterista fondatore Enrico "Jeff" Gianforte. Una formazione di tutto rispetto che suonò in alcuni festival all'inizio degli anni Settanta. Sul palco, c'erano anche Enrico Sconci (basso), Mauro Liberatore (tastiere e voce), Nino Marulli (fagotto) e Roberto Ciccone (flauto) e Antonio De Laurentis, con la sua Gibson Les Paul. Quest'ultimo, chitarrista nel gruppo, ha anche suonato con l'orchestra sinfonica come contrabbassista. «Era un periodo particolare per la musica cittadina», ricorda Giorgio Paravano, segretario generale dell'Isa. «Ricordo Giancarlo con affetto come protagonista di quell'epoca. Poi, successivamente, ci ritrovammo a Miami mentre era alla ricerca di una batteria di madreperla come quella di Krupa». Canelli aveva il mito del grande artista statunitense: per questo molti lo ricordano come Giancarlo GK Canelli o anche come il suo nickname di Facebook, "Genecarlo". Negli Usa si trovò a studiare nel Dipartimento di musica jazz dell'ateneo di Miami, frequentando anche il Summer course University school of Music. Una carriera sempre Più recente la sua collaborazione con i Sale Chiodato dividendo il palco con Paolo Rosati, Valter Marola o Massimo Gallucci, ordinario di Neuroradiologia dell’università aquilana, scomparso nel 2015. Fu proprio quest'ultimo a salvargli la vita quando, nel 2011, Canelli ebbe un malore in occasione di un'esibizione del comico Giobbe Covatta all'Auditorium della Guardia di Finanza. Il gruppo avrebbe dovuto esibirsi in apertura. «Ricordo quel periodo con affetto», commenta Marola musicista e medico-psichiatra. «Eravamo un gruppo di amici e suonavamo per amore della musica. Abbiamo fatto serate memorabili». I funerali sono previsti stamani alle 10,30 nella chiesa di San Sisto. Sempre questa mattina, il negozio di Musica Viva resterà chiuso in omaggio al batterista. «È un tributo importante a un musicista rimasto famoso non solo per le sue doti musicali, ma anche per la semplicità, per l'umiltà e per la disponibilità», valuta Massimiliano Etere che porta avanti l'attività insieme a Marcello Bernardi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA