Addio a Cerasani, “ju lupe” marsicano ex gloria rossoblù

Era originario di San Benedetto dei Marsi, aveva 69 anni Amato nel capoluogo, portò la squadra a conquistare la C
L’AQUILA. Diceva che il soprannome che gli affibbiò un dipendente del Comune dell’Aquila era dovuto al suo infallibile «fiuto per il gol». Un omaggio anche alla sua terra natale, San Benedetto dei Marsi e la Marsica, ma soprattutto alla fame e all’ardore che lo caratterizzavano in mezzo al campo. Un lupo affamato di gol e vittorie. Per tutti, allora, Angelo Cerasani era semplicemente ju lupe, così come avevano imparato a chiamarlo i tifosi aquilani. L’attaccante, simbolo dei rossoblù negli anni ’70, è morto ieri a Olbia a causa di un malore che lo ha colpito sabato scorso. Cerasani si era trasferito in Sardegna dopo la sua ultima avventura da calciatore con l’Olbia e negli ultimi anni gestiva un’attività di noleggio auto. Era proprio al lavoro quando due giorni fa si è sentito male accasciandosi a terra: trasportato all’ospedale di Olbia in gravi condizioni, non ce l’ha fatta. Aveva 69 anni e da qualche mese aveva scoperto anche di essere malato. Nonostante la sua lunga permanenza sull’isola, Cerasani tornava spesso in Abruzzo, dove la notizia della scomparsa ha iniziato a circolare dalle prime ore del pomeriggio: «Uomo e calciatore meraviglioso, indimenticabile protagonista della storia calcistica del San Benedetto. Ha avuto una carriera meravigliosa partendo dal nostro paese giovanissimo per calcare campi prestigiosi, senza mai dimenticare le sue origini», ricorda Beniamino Cerasani, presidente del San Benedetto, club in cui Cerasani ha tirato i primi calci. I lupi giallorossi prima del trasferimento all’Aquila, quando ha appena sedici anni. È lì che inizia la favola del “lupo”: «Ha conquistato gli aquilani a suon di grinta e gol, entrando nella storia il 3 giugno 1979 dopo lo spareggio di Cassino», ricorda L’Aquila calcio in riferimento alla partita che sancì il ritorno in serie C. Il club del capoluogo era rimasto nel cuore di Cerasani: l’ultima sua apparizione pubblica risale al novembre 2022, in occasione dei 95 anni dell’Aquila: «In quell’occasione», spiega ancora la società, «con l’abbraccio di vari ex compagni e di tanti tifosi ha potuto constatare che era rimasto nel cuore degli aquilani». I gol messi a segno con la maglia dell’Aquila, hanno attirato l’interesse del Brindisi, squadra che all’epoca militava in serie B. Dopo la parentesi pugliese, arrivò l’Olbia, dove giocò per quattro stagioni dal 1980 al 1984. In carriera anche le maglie di Chieti e Orbassano. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Cerasani si stabilì in Sardegna dove aprì un’attività di noleggio auto. Anche dall’isola lo ricordano con affetto: «Olbiese adottato e benvoluto da tutti», scrivono su Facebook alcuni tifosi, «il giocatore e soprattutto la grande persona che era lascerà per sempre un ricordo speciale e indelebile nel nostro animo». La camera ardente è stata allestita all’interno dell’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e resterà aperta fino alle 17 di oggi. Il funerale si terrà invece a San Benedetto dei Marsi.
In queste ore sono in corso i preparativi per il trasferimento della salma nella Marsica. Le esequie dovrebbero svolgersi comunque nel prossimo fine settimana. (l.p.)
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