Addio a Cialone, storico ambientalista

26 Giugno 2020

È morto ieri sera stroncato da un malore. La sua ultima battaglia contro la riperimetrazione del parco Sirente-Velino

L’AQUILA. La notizia si è diffusa ieri sera poco prima delle 22 attraverso il tam tam dei social: Giovanni Cialone, 69 anni, architetto, ambientalista, ex assessore comunale (con l’allora giunta guidata dal sindaco Antonio Centi) è deceduto nella sua casa di San Vittorino, a causa di un infarto. Un malore improvviso che non gli ha dato scampo.
Nulla lasciava prevedere quanto è accaduto tanto che i suoi numerosi amici hanno appreso la notizia con sgomento e incredulità. Difficile parlare di Giovanni Cialone in un momento tanto tragico.
La sua ultima battaglia, delle tante che lo hanno visto protagonista durante la sua vita, era contro la riperimetrazione del parco Sirente-Velino. Appena due giorni fa aveva diffuso una nota in cui aveva fatto una analisi lucida della questione, analisi che si concludeva con una frase che oggi diventa il suo testamento spirituale: «I piccoli comuni della Valle Subequana in cento anni hanno perso intorno all’85% della popolazione e i residenti hanno età medie alte che non garantiscono la resilienza nei prossimi anni. Qual è il progetto per invertire la tendenza? L’unico progetto possibile è quello che passa attraverso la sostenibilità, la valorizzazione dei borghi, la ricostruzione di società complesse. Altrimenti il rischio è l’oblio». Giovanni Cialone era tante cose ma soprattutto un combattente. Residente a San Vittorino, aveva un’attenzione particolare per l’area archeologica di Amiternum e grazie a lui (esponente di spicco di Italia Nostra) è stato sventato il progetto di realizzare una strada a ridosso dell’antica città romana. Parlare con Giovanni Cialone era un piacere e da lui si apprendeva sempre qualcosa.
Conosceva a menadito la storia dell’Aquila e del suo circondario. Bastava citargli un antico castello, un luogo sperduto fra i monti, un borgo dimenticato che un attimo dopo raccontava storia, aneddoti, personaggi. Ma non era solo memoria o nostalgia. Subito trasformava il passato in un presente dinamico e il suo sguardo era sempre rivolto al futuro di un territorio colpito in meno di dieci anni da due terremoti e con una crisi sociale ed economica che si trascina da decenni. Era un amante della montagna – è stato anche vicepresidente del Parco Gran Sasso – e un gran camminatore. Di recente era andato alla scoperta di muri di contenimento realizzati tanto tempo fa per evitare eccessivi dilavamenti della montagna. Era referente dei presìdi abruzzesi Slow Food che hanno l’obiettivo di preservare la biodiversità. Sapeva tutto dello zafferano e dei ceci di Navelli, conosceva i preziosi prodotti lattiero caseari e si batteva per valorizzarli e farli conoscere.
Tanti anni fa, era il 1996, perse un carissimo amico, Walter Vittorini, stroncato da un infarto mentre andava in bici. Giovanni Cialone a ogni anniversario del triste evento inviava ai giornali un ricordo dell’amico a dimostrazione della sua grande umanità e sensibilità.
Impossibile descrivere pienamente Cialone e il vuoto che da oggi c’è in tutti coloro che lo hanno conosciuto e che con lui hanno portato avanti tante battaglie.
Resta il ricordo di un uomo integro e mai disposto a compromessi. Gli amici e quanti i gli hanno voluto bene dovranno fare tesoro di quel ricordo. Lascia la moglie e due figlie. I funerali non sono stati ancora fissati. Alla famiglia Cialone le condoglianze della redazione del Centro.
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