Addio a Corrado Letta. «Uomo buono e solidale»

La commozione del fratello Gianni e del nipote Enrico. Il sacerdote: «Vogliamo ricordare il suo sorriso»
AVEZZANO. L’addio a un uomo che ha dedicato la sua vita al prossimo, alla cooperazione internazionale e ai popoli in difficoltà. È stato ricordato così Corrado Letta, fratello di Gianni, già sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, e zio di Enrico, ex presidente del consiglio dei ministri e del Pd, entrambi presenti alle esequie che si sono tenute ieri mattina in cattedrale ad Avezzano. Venuto a mancare sabato scorso, aveva 83 anni. «Voleva morire dove era nato, lo diceva sempre».
Lo ha ricordato durante l’omelia nella cattedrale di San Bartolomeo don Gianni Di Loreto, nipote del defunto, figlio di Maria Teresa Letta, recentemente scomparsa.
Corrado Letta era molto riservato e poco si sapeva delle sue attività.
Aveva girato il mondo come consigliere di organismi attivi sul fronte della cooperazione internazionale, dalla Malesia alla Corea, sempre a difesa delle persone più deboli e degli abitanti dei paesi in difficoltà. Veniva anche chiamato dai suoi amici il “novello Lawrence”.
In uno dei suoi libri, “Corea, dal microcosmo alla globalizzazione”, racconta le vicenda avvenute nella frontiera della Corea, descrive e affronta il tema della questione coreana, i cambiamenti del Paese, passata in 30 anni da una situazione di arretratezza economica a una di grande sviluppo, ma anche dei rapporti con l'Italia. Don Gianni ha tracciato alcuni particolari del profilo di Letta, ha ricordato gli aperitivi che lo zio organizzava con la famiglia per stare insieme, ma anche la sua attinenza a dedicarsi agli altri e ai più bisognosi con progetti e iniziative in tutto il mondo. Ha poi descritto «quel suo modo di rispondere alle domande con un sorriso che non faceva ben trapelare se fosse un sì o un no».
«Ed è proprio così», ha aggiunto il sacerdote, «che vogliamo ricordarti: con il sorriso». (p.g.)
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