Addio a Cristofaro, un pilastro della cultura

Il docente dell’Università dell’Aquila scompare a 63 anni: una vita per gli altri tra teatro e volontariato
AVEZZANO. Mite, cordiale, altruista, colto e modesto. È il ricordo che Giuseppe (Peppe) Cristofaro ha lasciato a quanti l’hanno amato. Il docente universitario è scomparso ieri ad Avezzano. Il 63enne è morto nella sua abitazione dopo una lunga malattia affrontata con la pacatezza e la discrezione che lo hanno sempre contraddistinto. Con lui la sorella Rita, che non lo ha mai lasciato solo, ma anche gli amici che ringraziava quotidianamente per il loro affetto e la loro vicinanza. Cristofaro, docente di Storia della pedagogia del dipartimento di Scienze umane all’Università dell’Aquila, era una figura poliedrica che nella Marsica e nell’intera provincia si è sempre impegnato molto nel mondo del sociale, del volontariato e del teatro. È stato un pilastro del Rotary club di Avezzano, nonché presidente della commissione aggiudicatrice del Rotary campus. «Se n’è andato in punta di piedi», ha ricordato Massimo Nicolai, ex presidente del Rotary e medico personale di Cristofaro, «viveva con la sorella Rita che gli è stata vicinissima fino alla fine. Quando andavo a trovarlo, mi chiedeva scusa per il fastidio. Nei miei due anni di presidenza al Rotary, spesso è riuscito a calmare il mio essere impulsivo con il suo modo di fare pacato». In lutto per la scomparsa di Giuseppe Cristofaro anche l’Università dell’Aquila. La rettrice Paola Inverardi ha espresso il suo cordoglio e quello di tutto l’Ateneo per la scomparsa del collega. «Giuseppe lo conoscevano tutti sia ad Avezzano, sia nella provincia dell’Aquila», ha sottolineato l’amico Gabriele Franciosi, «ha scritto molti libri, è stata una persona colta, sensibile e gentile. Uno stimato docente, educatore e un esempio per tutti. La Marsica ha perso un bravo figlio. La sua presenza come socio al Rotary è stata molto importante. Anche nell’Accademia della cucina ha dato un suo importante contributo come delegato avezzanese. Abbiamo fatto un importante progetto per riscoprire le ricette della nonna di alta valenza educativa». Cristofaro era impegnato anche nel mondo del volontariato. Ogni estate, con l’associazione “Help senza confini”, andava in Congo ad aiutare i missionari, lavorando fianco a fianco con loro. «È stata una figura importante per noi, Giuseppe era l’attuale presidente onorario del Lanciavicchio, di cui è stato lo storico fondatore insieme a Ivan Medici, e presidente per oltre 20 anni», ha raccontato Stefania Evandro, direttore artistico del Lanciavicchio, «era stato tra i fondatori anche del Gruppo teatrale sperimentale marsicano e di altre formazioni teatrali. È stata l’anima negli anni ‘70 dell’educazione e della diffusione della cultura teatrale nella Marsica. Nei primi anni ‘80 ha voluto organizzare ad Avezzano la stagione del teatro per i ragazzi dal titolo Quante storie, che era una delle più antiche d’Italia. Anche grazie al suo impegno si sono realizzati degli spettacoli che hanno unito la letteratura per l’infanzia con il teatro. Se non ci fosse stato lui non sarebbero nati né il Lanciavicchio e né una serie di altre attività che sono venute dopo. Abbiamo continuato a collaborare e più volte ci ha invitato all’Università a raccontare la nostra attività teatrale con i più piccoli». I funerali oggi alle 15.30 nella chiesa di San Rocco ad Avezzano.
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