Addio a Di Carlo, il re dei confetti Il figlio: è stato il nostro maestro

25 Maggio 2021

Con il padre William, Italo era riuscito a far rinascere la storica fabbrica distrutta dai bombardamenti Aveva 85 anni e la sua vera passione era il torrone prodotto rielaborando un’antica ricetta di famiglia

SULMONA. Da un mese era stato ricoverato per dei controlli, ma con il passare dei giorni le sue condizioni sono andate via via peggiorando fino a domenica sera quando il suo cuore ha cessato di battere. Si è spento all’età di 85 anni, Italo Di Carlo uno dei maestri confettieri di Sulmona, che insieme al padre William, era riuscito a far rinascere dalle ceneri dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, una delle fabbriche più prestigiose della città. La storia della fabbrica William Di Carlo attraversa due secoli e sei generazioni. Era il 1833 quando Francesco Marcone si reca all’anagrafe di Sulmona per registrare la nascita del figlio Filippo e denunciare, così, la sua professione già avviata di “confettaio”.
Nel 1894 Filippo divenne proprietario della fabbrica di confetti “Marcone&Figli”, una delle realtà industriali più famose a Sulmona e nell’Italia centrale. Da Filippo nacque Achille.
Quando il re Umberto I di Savoia si trovò in visita a Sulmona, Achille oltre ad occuparsi del ricevimento e dell’intero servizio di catering gli donò una scatola di cioccolato con raffigurato il suo volto. Lo stesso re rimase colpito dall’accoglienza e dalle prelibatezze degustate, al punto che volle donare alla famiglia Marcone una spilla di brillanti la cui immagine ancora oggi è parte integrante del marchio dell’azienda. Fu sempre Filippo, nel 1925, a realizzare la copia in cioccolato della statua di Ovidio appena inaugurata in piazza XX Settembre a Sulmona, per donarla al famoso scultore Ettore Ferrari che aveva realizzato l’opera. E fu sempre lui “l’inventore” della versione abruzzese della cassata. Il destino dei Di Carlo originari di Giulianova e della famiglia Marcone diventa uno solo quando William Di Carlo incontra e sposa Clotilde Marcone.
Dal loro matrimonio nacquero otto figli, ma solo due, Italo e Chiara intrapresero l’arte confettiera riuscendo insieme ai genitori a ricostruire la fabbrica di confetti nel piazzale della stazione ferroviaria che era stata distrutta dai bombardamenti nel giorno in cui i testimoni di allora pronunciarono la famosa frase: «Hanno zappato la stazione».
Italo Di Carlo inizia a lavorare in fabbrica subito dopo aver conseguito la maturità classica e da allora non ha più smesso fino a quando, nel 1995 il timone delle industrie riunite Confetti William Di Carlo è passato nelle mani di suo figlio, William Di Carlo Junior, attuale responsabile della società.
«Oltre al fiorente mercato dei confetti che negli anni della rinascita industriale era rivolto soprattutto alla Capitale (per ogni matrimonio venivano ordinati dai 200 ai 300 chili di confetti), racconta William, «mio padre riprese un’antica ricetta della famiglia Marcone, la ricetta del torrone che rielaborò e migliorò fino a creare il prodotto così famoso, così universalmente apprezzato che gustiamo oggi. Quando facevamo il torrone insieme non faceva altro che darmi nuovi suggerimenti per migliorare costantemente il risultato. Il torrone era la sua vera passione tanto che fino a 80 anni è venuto in fabbrica per controllarle il modo e il metodo di produzione. Abitava dietro la fabbrica e ogni occasione era buona per raggiungere quel laboratorio, che era la sua vita, dove poter fare il torrone. Poi, circa un mese fa, ha cominciato ad avere complicazioni di salute, prima il cuore, poi una caduta e ancora le piastrine che scendono drasticamente. «In pochissimo tempo l’ho visto spegnersi» prosegue William Junior, «ma insieme ai medici non riuscivamo a capire quale potesse essere la causa. Fino a domenica sera quando ha avuto un nuovo problema che purtroppo si è rivelato fatale».
«In questo momento di tristezza», conclude il figlio, «stiamo scoprendo che l’aver vissuto in un certo modo lascia inevitabilmente un bel ricordo. E credo che questa sia la migliore soddisfazione che un uomo possa avere».
Italo Di Carlo lascia la moglie Rosa e i figli William e Daniela. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di Maria Santissima Ausiliatrice.
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