Addio a Ettorre, una vita spesa per gli ultimi

Fabrizio aveva 65 anni ed era figlio di Arnaldo, ultimo partigiano aquilano: tanti i messaggi d’affetto
L’AQUILA. Addio a Fabrizio Ettorre, morto ieri nella sua casa in via Antica Arischia 88, vinto da una malattia all’età di 65 anni. Era nato all’Aquila il 14 maggio 1959. Libero professionista, sindacalista, presidente dell’Associazione per i diritti del cittadino, candidato come consigliere comunale alle elezioni del 2002, 2007 e 2012 nella lista a sostegno di Giorgio De Matteis, collaborava attivamente con la Protezione civile ed era addentro ai principali temi di dibattito cittadino, sempre dalla parte dei più deboli. Come in occasione delle tante battaglie ingaggiate sulla sanità, quando tuonava a mezzo stampa contro la chiusura del reparto di Medicina sollecitando i cittadini a «scendere in piazza per difendere i diritti di una comunità già provata oltre ogni limite».
Oppure quando non le mandò a dire al sindaco di Tornimparte, Giammario Fiori, circa la collocazione degli autovelox in via Amiternina, perché, diceva, «le apparecchiature di controllo della velocità servono alla prevenzione degli incidenti, non al profitto delle casse comunali», chiarendo che gli autovelox non erano a norma, quindi neanche le multe erano valide. Tante vite in una, quelle messe insieme da Fabrizio, lui che era figlio di Arnaldo Ettorre, ultimo partigiano aquilano nonché presidente onorario dell’Associazione del gruppo patrioti della Maiella, che oggi piange la perdita dell’amato figlio. Intanto un fiume di messaggi di cordoglio dal mondo della politica, così come da semplici cittadini, stanno in queste ore intasando la sua pagina facebook. Tra tutti, spicca il ricordo dell’assessore Roberto Tinari: «Fabrizio era un amico oltre che una bellissima persona, sempre al servizio del prossimo e della città. Mancherà a tutti». Lascia anche il fratello Roberto, giornalista. I funerali si terranno domani alle 10.30 nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Pettino. (t.d.b.)
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