Addio a Fifì Narducci Si spegne l’ex pugile e maestro di judo

L’AQUILA. «Nostro fratello Vincenzo, Fifì per gli amici, ci ha lasciato nella mattina di Natale. Lo ricordiamo a chi lo conosceva, lo raccomandiamo alla preghiera di chi lo amava». Con questo...
L’AQUILA. «Nostro fratello Vincenzo, Fifì per gli amici, ci ha lasciato nella mattina di Natale. Lo ricordiamo a chi lo conosceva, lo raccomandiamo alla preghiera di chi lo amava».
Con questo messaggio, pubblicato su Facebook, il giornalista e scrittore Mario Narducci ha dato notizia della scomparsa del fratello.
Vincenzo Narducci si è spento all’età di 85 anni nella residenza sanitaria assistenziale di Fontecchio. Lascia due figli, che vivono nel Teramano, i fratelli Mario, Franco, don Vittorio e Pino, e i nipoti. I funerali saranno celebrati domani, alle 11, nella chiesa del cimitero monumentale dell’Aquila.
Fifì Narducci, la cui famiglia d’origine (con i genitori, 5 fratelli e una sorella) abitava in via Crispomonti, era in pensione da molti anni. Aveva lavorato all’allora Sip, a Teramo. Ma era molto conosciuto all’Aquila, dove lo si vedeva spesso in centro storico, almeno fino a prima del terremoto, e dove amava frequentare gli incontri culturali e partecipare alla vita cittadina. Era anche un appassionato di sport e seguiva le sorti dell’Aquila calcio. Era stato, in gioventù, un atleta, avendo praticato il pugilato ai tempi pionieristici di questa disciplina in città. Dagli esordi nella palestra annessa allo stadio comunale Fattori, aveva proseguito l’attività sportiva dopo essere entrato a far parte delle Fiamme Oro della polizia. Poi passò alle arti marziali, divenendo cintura nera di judo e maestro di questa disciplina. Era anche divenuto ufficiale della Repubblica.
Ai familiari, in queste ore, stanno pervenendo numerosi messaggi di cordoglio. Alla famiglia le condoglianze del Centro.
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