Addio a Ljubimov, amico di Santo Stefano
SANTO STEFANO DI SESSANIO. Santo Stefano ha perso un amico. Cordoglio, nel centro montano, per la scomparsa, avvenuta a Mosca, all’età di 97 anni, del regista Jurij Petrovic Ljubimov, considerato tra...
SANTO STEFANO DI SESSANIO. Santo Stefano ha perso un amico. Cordoglio, nel centro montano, per la scomparsa, avvenuta a Mosca, all’età di 97 anni, del regista Jurij Petrovic Ljubimov, considerato tra i padri storici del teatro russo e sovietico. Ricoverato in ospedale in seguito a problemi cardiaci, si è spento dopo che le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate.
La notizia della sua scomparsa si è diffusa subito a Santo Stefano di Sessanio. Qui, in uno dei Borghi più belli d’Italia, da almeno 15 anni il regista russo trascorreva le sue estati in una casetta. Conquistato dal fascino delle montagne aquilane, il regista passava le sue giornate scrivendo i suoi testi. Tra i lavori composti a Santo Stefano vanno ricordati «Secolo d’argento», «Fermate il progresso», «Souf(f)le». Secondo quanto riferito dai residenti di Santo Stefano, era riuscito a integrarsi alla perfezione con la vita lenta del borgo da lui tanto amato. Per quest’antica amicizia, nel 2007 l’amministrazione comunale di Santo Stefano di Sessanio gli aveva conferito, con una solenne cerimonia, la cittadinanza onoraria. Ieri, dal palazzo comunale, è stato inviato un messaggio di cordoglio alla famiglia del regista, fondatore del teatro d’avanguardia Taganka, da lui diretto per 50 anni, divenuto un simbolo della resistenza alla censura sovietica. Memorabile un concerto in suo onore che si tenne nel 2005 a Santo Stefano con la partecipazione dell’Officina musicale diretta da Orazio Tuccella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

