Addio a Marco, raccontava la sua malattia

Malato fin da bambino, aveva 39 anni. Oggi doveva presentare il secondo libro, ci saranno i funerali
AVEZZANO. Avezzano piange la scomparsa di Marco Solimeo, 39 anni, strappato prematuramente all’effetto dei suoi cari da una rara malattia che lo aveva colpito sin da bambino.
Oggi, alle 17, Marco avrebbe dovuto presentare il suo secondo libro dal titolo “Il vangelo di Marco secondo me” nel giardino della casa parrocchiale della chiesa di San Giovanni, la stessa in cui oggi alla medesima ora verranno celebrati i suoi funerali.
Il 39enne si è spento nella sua casa di via Catania circondato dall’affetto della famiglia, intorno alla quale si sono stretti, addolorati, parenti e amici. Tantissimi anche i messaggi di cordoglio che si sono rincorsi soprattutto sui social per la scomparsa di un giovane buono, solare, altruista e sensibile che tanto si è battuto per sensibilizzare la società e migliorare la condizione delle persone diversamente abili.
Ed è proprio su Facebook che Marco aveva deciso di tenere una specie di diario di bordo sulla sua malattia che inevitabilmente scandiva tutte le sue giornate e quelle dei suoi cari.
L’ultimo “bollettino di guerra”, come lui stesso lo aveva soprannominato, risale al 15 giugno scorso. È il giorno numero centro e Marco scriveva: «Nonostante la trasferta e il cambio del campo di battaglia, il catarro continua a fare danni. Con gli sbalzi di temperatura tra mattina e pomeriggio riesce ancora a tenermi sotto scacco. Anche se il mare è mio alleato e mi aiuta, gli alleati del catarro sono più forti, vista la pioggia e le temperature non proprio estive. Venire sulla costa alla fine è stato soltanto un dispendio di risorse economiche, quindi la guerra la porterò di nuovo con me a casa. La guerra continua fino a quando non ci sarà un periodo con temperature alte e costanti. Il cavaliere questa volta ha preso una bella mazzata».
Nel corso della sua difficile malattia, il 39enne aveva riscoperto la fede cristiana, appassionandosi alla scrittura. «Sono un ragazzo disabile e in questo libro racconto la mia vita e la mia esperienza di conversione»: scriveva nella presentazione del suo primo libro dal titolo “Il distrofico felice grazie a Dio”, «per anni ho chiesto al Signore un miracolo che guarisse il mio fisico. Il miracolo c’è stato ma invece del fisico Dio ha guarito il mio cuore. In seguito alla pubblicazione del mio primo libro ho scritto questo secondo volume per approfondire aspetti della mia vita non trattati nel primo. Non ho voluto interpretare il Vangelo, ma piuttosto compararlo alla mia personale esperienza di vita. Ho scelto il Vangelo di Marco perché è il primo e perché mio omonimo».
Marco Solimeo era un ragazzo molto amato e ben voluto. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso in quanti lo hanno conosciuto.
Lascia la mamma Rita e il fratello Biagio. Risposerà nel cimitero di Avezzano accanto all’adorato papà, scomparso anni fa. (f.d.m.)

