Addio a Rosini, politico d’altri tempi vicino ai contadini

27 Dicembre 2017

L’ex consigliere regionale è morto all’età di 87 anni Oggi l’ultimo saluto alle 14.30 al castello Orsini

AVEZZANO. Un’intera esistenza dedicata alla ricerca della giustizia, impegnata a rintracciare i responsabili di una strage efferata che ha segnato indelebilmente la vita della sua e di tante altre famiglie.
È morto Antonio Rosini (87 anni) e con lui se ne va un pezzo di storia della città, quella storia rigorosa, implacabile, impermeabile ai compromessi. Era un uomo tutto d’un pezzo l’ex consigliere regionale del Pci. Un uomo che ha affrontato sempre a testa alta il sentiero della politica, sostenuto da ideali mai neppure scalfiti dalle strane traiettorie della Prima e della Seconda Repubblica. La storia della sua vita è stata animata da una sete di giustizia e dal desiderio di mitigare il peso insopportabile di aver subìto (con la perdita di suo padre e di suo zio) una strage rimasta senza colpevoli, quando la violenza nazista uccise 33 persone a Capistrello per rappresaglia. Rosini è stato per 70 anni un protagonista della vita politica marsicana, ma non solo. Nato ad Avezzano nel 1930 da una famiglia contadina , pur dotato di una cultura scolastica elementare (ma all’epoca erano rudimenti scolastici di ben diverso spessore), ha saputo scalare i gradini della politica. Appena adolescente, si trovò completamente proiettato nel mondo delle responsabilità che cercò di affrontare con volontà e ostinazione per cui la lotta sindacale e quella politica lo vedranno quasi subito come protagonista. Dirigente contadino marsicano, è stato presidente regionale della Alleanza dei contadini. Dal 1963 al 1990 capogruppo del Pci, poi Partito democratico della sinistra, al consiglio comunale di Avezzano, e dal 1975 al 1985 consigliere regionale. È stato anche presidente marsicano dell’Associazione nazionale partigiani. Autore anche di vari libri tra cui “Otto mesi di ferro e fuoco”, “Giustizia negata”, “Le vicende del Fucino dal 1670 ai giorni nostri” e l’ultimo, “Cari nipoti”, dedicato a Rosa, la figlia persa nell’ottobre del 2014.
Il Partito Democratico provinciale «inchina le sue bandiere per la morte di Antonio Rosini, valoroso partigiano e antifascista. La sua scomparsa è una grande perdita per quanti hanno condiviso con lui decenni di lotte politiche e di passione civile. È stato un punto di riferimento per tutti noi e per il nostro territorio. Con lui scompare una figura di spicco, un uomo di grande spessore umano e profonda fede democratica. A Francesca, Stefania, Claudio e alla famiglia tutta le più sentite condoglianze del Pd». Anche il neo parlamentare marsicano Massimo Verrecchia ieri pomeriggio ha reso omaggio a Rosini: «Una visita doverosa ad un personaggio che si è impegnato molto nelle istituzioni locali e regionali. Un antifascista che ha sofferto per l'uccisione dei suoi familiari tra i 33 martiri di Capistrello nella Seconda guerra mondiale tanto da lasciarne testimonianza in alcune sue opere letterarie».
Antonio Rosini lascia la moglie Francesca, i figli Stefania e Claudio, i generi Augusto, Stefano, la nuora Bruna e i nipoti. Oggi l’ultimo saluto alle 14.30 al castello Orsini. Alla famiglia le condoglianze del Centro.
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