Addio a Scipioni, scudettato neroverde

Si spegne a 73 anni dopo una malattia. Vinse il primo titolo del 1967 lasciando il testimone al figlio che lo ottenne nel 1994
L’AQUILA. Una foto del 2018 lo ritrae con un cartellone pieno di fotografie legate al mondo della pallaovale. Lui campione d’Italia nel primo scudetto dell’Aquila rugby (1967), il figlio nel quinto (1994).
«Gigino ha passato la palla», lo piangono gli amici del rugby annunciando la scomparsa di Luigi Scipioni, presidente della Old rugby, ex dipendente bancario e poi imprenditore nel campo della ristorazione, che si è spento all’età di 73 anni, dopo una malattia.
Nel 2018, a Centi Colella, in occasione dell’intitolazione del campo di minirugby a Natalino Mariani, altro pilastro del rugby aquilano, a Scipioni fu consegnato, per iniziativa del Museo del Rugby-Club Vecchio Cuore neroverde e della Polisportiva, il quadro con le foto e il racconto dell’epopea neroverde, passata di padre in figlio dal primo all’ultimo successo sportivo. Lascia i figli Monica e Francesco, entrambi impegnati nella ristorazione, il fratello, i nipoti. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle 15,30, nella basilica di San Bernardino.
Numerosi i messaggi di cordoglio che, in queste ore, stanno pervenendo ai familiari. La Old Rugby L’Aquila ha voluto salutare il suo presidente «pluricampione d’Italia», mentre la Polisportiva L'Aquila Rugby, attraverso il presidente Paolo Mariani, ha scritto: «Gigino ha passato la palla. Il consiglio, i dirigenti, gli atleti e gli ex giocatori si uniscono al cordoglio della famiglia ricordando la sua eccezionale figura di pluricampione d’Italia».
Oltre al titolo del 1967, il nome di Scipioni è infatti legato anche a quello successivo, del 1968-69.
Aveva lavorato alla Carispaq, ma poi aveva avviato alcune attività di ristorazione, prima a contrada Sant’Antonio e poi a Fossa con il locale Evergreen.
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