Addio ad Angelucci, lacrime e applausi

L’ex vicesindaco commemorato dai politici: «Sei stato un uomo davvero lungimirante, grazie per quello che hai fatto»
SULMONA. «Una coesione vera per la città oltre le convenienze, il rispetto per la famiglia come motore vero e per l’amicizia». È il testamento lasciato in eredità agli amministratori comunali e ai politici cittadini. Poche parole con cui Nicola Angelucci indica la strada da seguire per il rilancio di Sulmona e del suo territorio. Le ha lette il sindaco Annamaria Casini con la voce rotta dall’emozione al termine del rito funebre che si è tenuto nella chiesa di Santa Maria della Tomba davanti a tante persone. «A nome della città che tu tanto amavi sono a rivolgerti un saluto speciale, che racchiude l’immenso abbraccio di un’intera comunità», ha detto il sindaco indossando la fascia tricolore. Vicino a lei il presidente del consiglio comunale Katia Di Marzio, anche lei con la fascia dei colori di Sulmona. «Grazie per quello che hai donato a tutti noi, per l’esempio di grande attenzione e l’alto profilo istituzionale che hai saputo interpretare sempre e in ogni circostanza della tua lunga vita pubblica, esempio sempre più raro di valori veri, con stile composto e raffinato». Il sindaco ha quindi ricordato l’impegno portato a termine da Angelucci, da presidente del consiglio comunale, di revisione dei regolamenti che disciplinano le attività consiliari, accanto alla ristrutturazione della stessa aula consiliare portata a termine quando era al fianco del sindaco Fabio Federico. «Lungimirante, creativo e innovatore», gli aggettivi con cui il sindaco ha descritto lo spirito della politica del suo ex braccio destro. «Angelucci, da politico di qualità, seppe avvalersi di una geniale ironia e grande capacità organizzativa. Un amico speciale che mi mancherà e un uomo di grande spessore che mancherà a tutta la città». Toccante anche il ricordo del parroco di Santa Maria di Loreto, Ramon Peralta. «Un politico, quello vero, è un martire perché dona la sua vita al servizio della comunità. Un politico ha la sua croce e Nicola era un politico vero. Abbandonare le idee unendole ad altre, cercando sempre il bene comune, mettendo insieme le diverse idee, con finezza, rispetto e misericordia, con l’unico obiettivo di aiutare i deboli e portare ricchezza, non solo materiale, alla sua comunità». Toccante il momento in cui il feretro dell’ex vicesindaco ha lasciato Palazzo San Francesco, dove era stata allestita la camera ardente, scendendo per l’ultima volta da quell’aula consiliare nella quale Angelucci, morto a 61 anni, visse tanti momenti importanti della sua esperienza di politico e di amministratore. Un lungo applauso, tra le lacrime della moglie, delle figlie e della madre, ha accompagnato l’avvio del corteo.
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