Addio al maestro Ercole: con lui se ne va un pezzo di storia della Marsica

23 Giugno 2020

Il pittore originario di Luco dei Marsi è morto all’ospedale dell’Aquila Oggi alle 15.30 il funerale a San Rocco. Ha esposto in tutto il mondo

AVEZZANO. «Era un uomo meraviglioso». Le parole di Wanda Polino risuonano leggere nell’aria di pesante mestizia che avvolge una giornata triste per la Marsica. Suo marito, il maestro Marcello Ercole, 94 anni, se n’è andato all’improvviso. Dietro di sè lascia una scia di garbo, eleganza e genio. Il pittore per eccellenza non ce l’ha fatta a superare un probabile blocco intestinale ed è morto all’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove era stato ricoverato per un malore.
Quello stesso ospedale da cui era uscito vittorioso il 14 maggio scorso insieme alla sua compagna di vita dopo aver sconfitto, entrambi, il coronavirus. Stavolta il Covid non c’entra e il maestro si è incamminato lungo il sentiero della memoria. Arte pura, tratto pittorico di eccellenza, passione e religiosità. È lunghissimo l’elenco di opere da lui realizzate e lasciate in ogni parte del mondo. Un timbro di qualità indelebile che ha portato la Marsica alla ribalta artistica internazionale.
Originario di Luco dei Marsi, Marcello Ercole ha vissuto ad Avezzano, ma ha sempre nutrito un grande amore per la Marsica intera, in particolare per Celano, la città di origine di sua moglie Wanda, dove verrà tumulato. Era legato anche all’Aquila. Il suo rapporto artistico giovanile con Pablo Picasso, le frequentazioni di alto rango in Vaticano, il suo dialogo sui versi sacri della Divina Commedia dantesca con papa Wojtyla. Quanti segmenti, quanti momenti e quanti premi nel palmarès di un artista che ha sempre saputo raccontare la vita a colpi di pennello. Ercole ha mosso i suoi primi passi artistici a Parigi e Berna, ma la sua formazione vera e propria è avvenuta a Roma dove ha frequentato negli anni Cinquanta gli studi di via Margutta e di Villa Strohlfern al fianco di personaggi – pittori e scultori – dello spessore di Omiccioli, Levi, Peikov, Conte, Montanarini, Ceracchini, Sarra, Vangelli, Avenali.
Proprio di recente aveva recuperato da una cassapanca un vecchio dipinto che raffigura fra’ Tommaso da Celano e che gli era stato commissionato da padre Corrado Signore. Il dipinto era ed è ancora destinato a Celano. Il sindaco Settimio Santilli, all’indomani del ritrovamento aveva assicurato che il Comune era disponibile all’acquisizione. Disponibilità confermata ieri dallo stesso primo cittadino: «Sono addolorato per la scomparsa del maestro Marcello Ercole, un gigante assoluto dell’arte e della cultura della Marsica. L’emergenza Covid purtroppo ha ritardato le pratiche per poter acquisire nel patrimonio della nostra città un’opera meravigliosa realizzata dal Maestro e raffigurante il nostro fra Tommaso da Celano. Sarà mia premura accelerare le dinamiche per far sì che vengano soddisfatti i desideri e le aspettative dello stesso Marcello Ercole e quindi destinare la sua opera nel luogo più idoneo, e cioè Celano». Marcello Ercole era un gran camminatore, si muoveva ogni giorno ad Avezzano dove incontrava gli amici in piazza Risorgimento e nei bar del centro. Umile come solo i grandi sanno essere, Marcello Ercole non si vantava delle innumerevoli mostre alle quali aveva partecipato. Esposizioni che raccontano lo spessore dell’artista: Nel ‘59 il critico d’arte Giuseppe Sciortino allestì la prima personale a Roma nella galleria Il Vantaggio. L’anno dopo espose prima a Bari e poi a Gorizia. Nell’ambito degli incontri con gli artisti promossi dalla Cancelleria Vaticana, nel 1979 conobbe monsignor Giovanni Fallani che gli commissionò alcuni lavori a tema religioso, tra i quali le due Pale per la Chiesa di Santa Marcella in Roma. Ercole ha partecipato a mostre collettive a New York, Mosca, Leningrado, Toronto, Montreal, Kofu e Jamanaki. A Luco dei Marsi lavorò alle volte della Cappella settecentesca della chiesa di San Giovanni Battista. Cicli pittorici e disegni ispirati a San Francesco vennero esposti in occasione del centenario della nascita del Santo in Assisi. Mentre nel giugno dell’85 è presente con tre acqueforti alla mostra dantesca al Braccio di Carlo Magno in Vaticano e l’anno seguente alla Triennale d’Arte Sacra di Celano. I funerali, celebrati da don Adriano Principe, oggi alle 15.30 nella chiesa di San Rocco ad Avezzano, da lui affrescata, insieme ad altri noti artisti marsicani. La salma sarà tumulata a Celano. Ercole lascia, oltre alla moglie Wanda, le figlie Tiziana e Simonetta (e i nipoti Giorgio, Giulio e Leonardo). Alla famiglia le condoglianze del quotidiano il Centro.
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