Addio al manager Cicchetti: «Ambasciatore dell’Aquila»

4 Maggio 2023

Aveva 81 anni, a Roma ha guidato l’Università Cattolica e il Policlinico Gemelli Le delusioni nell’impegno sulla Perdonanza e sulla ricostruzione post-sisma

L’AQUILA. È morto ieri mattina a Roma Antonio Cicchetti. Aveva 81 anni. Tutta la sua vita professionale è stata legata all’Università Cattolica – fino a diventare direttore della sede di Roma e successivamente direttore amministrativo dell’Ateneo – e al Policlinico Universitario Gemelli, che ha guidato per 17 anni. Cicchetti non aveva mai dimenticato L’Aquila e la “sua” Preturo (più precisamente il borgo di Santi) dove aveva una casa e dove aveva realizzato una struttura per appassionati di golf (il San Donato golf). Dagli aquilani è stato sempre considerato una “risorsa”, un uomo “immagine” che grazie ai suoi contatti, in Vaticano e in tutti i palazzi romani, poteva dare una mano alla città. A ben guardare però dall’Aquila, Cicchetti ha avuto quasi solo delusioni.
LA PERDONANZA
Cicchetti alla fine degli anni Novanta del secolo scorso per decisione dell’allora sindaco Biagio Tempesta diventò presidente del Comitato Perdonanza. Fu proprio Cicchetti a proporre l’istituzione del Premio Perdonanza che il primo anno fu dato a Giovanni Paolo II. Il Premio doveva servire a “sprovincializzare” la Perdonanza. Le cose invece andarono in senso opposto. La cattiva gestione economica di alcune edizioni dell’evento fecero fare all’Aquila magre figure. Cicchetti in una rarissima intervista a Famiglia Cristiana del 2010 a proposito delle inchieste giudiziarie sulla gestione della Perdonanza disse: «Io sono stato riconosciuto parte lesa con diritto al risarcimento da una sentenza della Corte d’Appello. Il responsabile del buco di bilancio è un altro ed è stato condannato per falsificazione di atti e a un risarcimento nei miei confronti».
LA RICOSTRUZIONE
Nel settembre del 2010 Antonio Cicchetti fu nominato vicecommissario alla ricostruzione al posto del sindaco Massimo Cialente che aveva lasciato l’incarico che gli era stato dato all’inizio dell’anno. Sempre a Famiglia Cristiana disse che era stato l’allora presidente della Regione e commissario di governo per il terremoto, Gianni Chiodi, a chiederglielo. «Sono un manager e non un politico», sottolineò Cicchetti, «Chiodi aveva bisogno di una mano e io ho accettato». Ma anche quella esperienza non diede frutti positivi. Cicchetti, molto amico di Gianni Letta, sottosegretario del governo guidato da Silvio Berlusconi, creò una commissione che doveva, disse all’epoca, «avviare la ricostruzione, organizzando una squadra efficiente che abbia chiare indicazioni politiche dal governo, dalla Regione e dai Comuni, che hanno ampi poteri. La prima cosa da fare è mettere mano alla ricostruzione del centro storico dell’Aquila e spendere in modo più razionale i soldi che ci sono». Di quella commissione (che restò in piedi per circa un anno) ci sono i verbali che sono la plastica rappresentazione di come (e va detto, non per colpa di Cicchetti) la politica aveva più interesse ai propri “destini” che a far rinascere la città.
LA BIOGRAFIA E IL RICORDO
Sul sito del Policlinico Gemelli ieri è comparso un lungo messaggio. Che ricorda come fosse nato a L’Aquila il 3 ottobre 1941 e, dopo la laurea in Economia e commercio all’Università “La Sapienza”, nel 1962 avesse iniziato il suo percorso professionale nell’Università Cattolica a Roma, della quale assunse nel 1990 l’incarico di direttore; a questa responsabilità dal 1994 al 2007 aveva aggiunto quella, complessa e delicata, di direttore del Policlinico Gemelli. Dal 2004 al 2010 ha svolto l’incarico di direttore amministrativo dell’Ateneo. «In tutti i ruoli che ha rivestito nel corso degli anni ha profuso impegno, competenza e spirito di servizio. Tanti, nella comunità del Gemelli e dell’Università Cattolica, hanno appreso da lui questi fondamentali valori», scrive il Policlinico. Cicchetti ha, inoltre, curato la realizzazione e l’apertura dell’ospedale della Fondazione di ricerca e cura Giovanni Paolo II a Campobasso, divenendo il primo presidente. Ha presieduto l’Opera Santa Maria della Pace responsabile della gestione degli ospedali di Celano e Fontecchio. Ha svolto anche attività di docenza in Organizzazione aziendale e amministrazioni pubbliche. Ha contribuito alla progettazione e realizzazione di importanti complessi ospedalieri e universitari sia in Italia sia all’estero. Nel suo lungo e prestigioso percorso professionale di manager della sanità ha ricoperto numerosi incarichi presso istituzioni pubbliche, tra cui quello di commissario dell’Istituto di ricovero e cura “Lazzaro Spallanzani”. Numerosi i riconoscimenti. Nel 1991 il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli ha conferito l’onorificenza di Commendatore. Nel 2005 il presidente Carlo Azeglio Ciampi gli ha assegnato la medaglia d’oro al merito della Sanità pubblica. Nel 1991 gli venne attribuita l’onorificenza di Gentiluomo di Sua Santità; nel 1992 Papa Giovanni Paolo II lo nominò commendatore dell’Ordine di San Silvestro.
Tra i messaggi di cordoglio, quello del senatore Guido Liris. «La sua scomparsa mi colpisce e addolora molto», scrive, «ricordo quando nell’occhio del ciclone delle contestazioni proseguiva senza indugio nel suo ruolo di servitore dello Stato dalle straordinarie doti manageriali che per una vita intera ha messo a disposizione della collettività. I suoi numerosi incarichi lo hanno reso un ambasciatore dell’Aquila». Anche il sindaco Pierluigi Biondi ha voluto ricordarlo: «Dal suo impegno in campo accademico e scientifico fino a quello come vicecommissario alla ricostruzione nel momento forse più critico per L’Aquila e il cratere, la sua è stata una carriera costellata di successi e riconoscimenti. Ha portato ai massimi livelli nazionali, e anche oltre, il nome della nostra città».
L’ULTIMO SALUTO
L’ultimo saluto gli sarà dato domani alle 11 a Roma nella chiesa di Santa Chiara. Ma riposerà nella sua L’Aquila: dopo i funerali il feretro sarà portato a Santi di Preturo per la tumulazione.
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