Addio al patron Passarelli Con lui L’Aquila sfiorò la B

L’ex presidente rossoblù si è spento a Tunisi, dove si trovava per motivi di lavoro Sotto la sua guida la promozione in C1 l’11 giugno 2000 nello spareggio di Avellino
L’AQUILA. Dal sogno della serie B alla memorabile trasferta di Tripoli per portare L’Aquila a giocare un’amichevole contro la squadra di Gheddafi junior. Dallo spareggio di Avellino, che sancì il salto in C1, alla condanna per il fallimento, l’ennesimo, del club, nel 2004. Gioie e dolori del calcio hanno scandito la vita di Michele Passarelli, 80 anni, di Rende (Cosenza), imprenditore nel campo dell’elettronica che si è spento nel sonno due giorni fa, mentre si trovava a Tunisi per motivi di lavoro. Il Nordafrica, del resto, è stata da sempre un’area di interesse per le sue attività imprenditoriali. Dal novembre 1999 – dopo aver acquistato la società da Gabriele Valentini – fino alla traumatica uscita di scena dell’estate del 2003, anticamera del fallimento, Passarelli fu al timone del sodalizio rossoblù. Ingaggiò, tra gli altri, gli allenatori Paolo Stringara, Aldo Ammazzalorso, Bruno Giordano, Augusto Gentilini, Gabriele Morganti e calciatori come Lorenzo Battaglia, il “Baggio della serie C”, e il bomber Davide Di Nicola. Il suo rammarico, come raccontò al Centro in un’intervista del 2014, fu quello di essersi fidato «delle persone sbagliate». Per poi aggiungere: «Se fai calcio senza conoscerlo rischi di farti del male com’è accaduto a me».
il personaggio
L’annuncio della scomparsa dell’ex presidente – che aveva mantenuto alcuni contatti con L’Aquila nel corso degli anni – è spuntato ieri sul profilo Facebook dell’Aquila 1927. «È venuto a mancare Michele Passarelli, presidente a cavallo degli anni 2000 di una L’Aquila che fece sognare un’intera città prima dell’ennesimo fallimento. Della sua gestione, indimenticabili la promozione nello spareggio play off di Avellino con l’Acireale, la vittoria sul Palermo e il “titolo” di campione d’inverno nella C1 del 2000/2001. Sentite condoglianze al figlio Massimo e ai familiari».
l’esperienza
Nell’ultima intervista sulla sua esaltante quanto dolorosa esperienza in rossoblù, Passarelli aveva raccontato come avvenne lo sbarco all’Aquila. «Lavoravo in zona, mi è stato chiesto di dare una mano. Io mi sono messo a disposizione, ma, pian piano, il calcio si è preso tutte e due le mani... A parte gli scherzi, il mondo del pallone è particolare, bisogna conoscerlo per evitare di scottarsi. La società di calcio non è un'azienda come le altre. Le dinamiche sono diverse e se non sei del settore...». Che cosa accade? «Accadono cose poco chiare...Almeno questo dice la mia esperienza». Il presidente aggiunse anche di aver investito sulla società rossoblù «diversi milioni di euro». In queste ore numerosi messaggi di cordoglio sono comparsi sui social all’indirizzo dei figli Domenico Massimo e Rossella.
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