Addio al sergente Grossi partigiano amante dei fiori

2 Febbraio 2021

Dopo la guerra scelse la pace e si reinventò floricoltore. Aveva 98 anni Il cordoglio del sindaco Casini: «La città piange uno dei suoi eroi per la libertà»

SULMONA. Se n’è andato a 98 anni, in pace, uno dei protagonisti dell’epopea della Brigata Maiella, quell’Ubaldo Grossi che era anche l’ultimo carrista della formazione partigiana. Testimone della Liberazione, Grossi fu protagonista della lotta contro il nazifascismo.
Nato a Isernia nel 1923 nella sua vita ha sempre promosso la non violenza e il ricordo dell’operato della Brigata Maiella di cui con onore aveva fatto parte. Era stato un soldato nel Regio esercito, reduce dagli scontri per la difesa della capitale a Porta San Paolo. Dopo quell’ultimo tentativo, a piedi era tornato a Sulmona e poi nell’autunno del 1944 aveva aderito alle bande di ribelli operanti nella Valle del Sagittario. Fu perciò tra i primissimi, all’arrivo della banda della Maiella a Sulmona, ad arruolarsi per continuare a combattere contro i nazifascisti. «Raggiunto il gruppo a Recanati», ricordano dalla Fondazione Maiella, «entrò nella compagnia pesante dove seppe distinguersi per il fare onesto, disciplinato e coraggioso. Carrista, moltiplicò gli sforzi per la movimentazione del materiale bellico, rimanendo coinvolto in un incidente che lo vide rovesciarsi con il proprio mezzo cingolato in una scarpata. Nel gruppo acquisì il grado di sergente maggiore». Dopo la guerra, ha proseguito la carriera militare prestando servizio nella brigata carristi della 228° Divisione Fanteria. Ma infine si è reinventato come floricoltore e con l’Associazione brigata Maiella ha continuato a lavorare per raccontare ai giovani la storia della brigata.
«Ubaldo era un ottimo partigiano, sempre pronto per partire per il fronte», ha ricordato Raffaele Di Pietro, 95 anni, anch’egli membro della formazione partigiana decorata con medaglia d’oro al valor militare, «facevamo parte di due compagnie diverse, ma siamo stati sempre grandi amici. All’epoca avevo 19 anni, lui qualcuno di più. Noi abbiamo dato un contributo importante per fare un’Italia nuova e un’Italia più moderna. Insieme a Ubaldo abbiamo promosso con l’associazione tante iniziative per non far dimenticare la Brigata Maiella».
Il presidente della Fondazione Brigata Maiella, Nicola Mattoscio, tutti gli organi della Fondazione e i rappresentanti dell’associazione degli ex combattenti di Sulmona, hanno espresso ai familiari il più sentito cordoglio per la sua scomparsa. «Gli uomini che hanno combattuto per la pace sono eroi della libertà, di cui dobbiamo continuare a mantenere vivo il ricordo come esempio per le nuove generazioni», ha commentato il sindaco Annamaria Casini, «la città piange una persona benvoluta da tutti e molto conosciuta anche nell'ambito del commercio cittadino. Conservo, infatti, un piacevole ricordo d’infanzia legato al suo negozio di fiori nel centro storico».
I funerali si terranno questo pomeriggio alle 15 nella cattedrale di San Panfilo a Sulmona.
«È stata una persona fondamentale, insieme agli altri resistenti della Brigata Maiella, nel corso della storia di questo Paese», ha commentato Teresa Nannarone, presidente del circolo Pd di Sulmona, «quando ero assessore alla Provincia fu proprio lui, insieme a Gilberto Malvestuto e ad altri che ancora sono in vita, a consentire che la Provincia potesse ottenere dall’allora presidente Ciampi la medaglia d’oro al valore civile». Per Vittorino Facciolla e Michele Fina, segretari del Pd Molise e Abruzzo, «la scomparsa di Grossi, uno dei partigiani che più hanno simboleggiato con il coraggio, la passione e l’impegno civile le gesta della Brigata Maiella, tocca da vicino tutti i molisani e gli abruzzesi».
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