Addio al sorriso dolce di Susanna

Il funerale a Caruscino. Don Ilvio: «Bimba speciale, sei stata un dono per tutti quelli che ti hanno conosciuto»
AVEZZANO. «Chi ha accolto Susanna durante la sua troppo breve vita ha accolto Gesù. Susanna è stata un dono per i bambini che l’hanno conosciuta e hanno giocato con lei, per i suoi familiari che l’hanno amata, per le suore che l’hanno custodita». Sono queste le parole di don Ilvio Giandomenico, che ieri pomeriggio ha celebrato i funerali della piccola Susanna Ciccarelli, la bambina di Avezzano di 12 anni, investita e uccisa domenica a San Gregorio, all’Aquila. «Davanti a un dolore così grande», ha continuato dall’altare il sacerdote, «si rimane senza parole ed è giusto che tante parole non vengano dette. Siamo qui però non ad ascoltare la parola del sacerdote ma quella di Dio, che ha chiamato a sé per l’eternità la piccola Susanna, una bambina speciale e un dono prezioso per chiunque l’abbia accolta e custodita nella propria vita». Don Ilvio ha più volte richiamato i passi del Vangelo secondo Matteo, dove nel capitolo XXVIII si legge di Gesù che chiamò a sé un bambino lo pose in mezzo ai discepoli e disse: “se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”. Diventare come bambini significa accettare ed accogliere con semplicità il dono di Dio. Fermiamoci un attimo e pensiamo a questa ferita così profonda e giudichiamo se vale la pena litigare e avere attriti quotidiani per piccole cose. Susanna ci ha fatto vedere la luce di Dio con il suo volto e ora lei potrà saziarsi del volto di Dio per sempre». Alla fine della cerimonia è salita sull’altare una maestra dell’istituto e ha letto un ultimo saluto alla sua alunna da parte di tutte le insegnanti e i compagni di classe. «La tua morte ci ha lasciato increduli e attoniti», ha sussurrato emozionata la professoressa, «è difficile da accettare. Era impossibile non volerti bene con quella luce negli occhi e quel sorriso con cui coinvolgevi tutti. Siamo sicuri che anche in una dimensione che non è nella nostra percezione, tu rimarrai per sempre in mezzo a noi». All’uscita della bara sono stati lanciati in cielo palloncini rosa e bianchi e la piccola Susanna è stata salutata con la canzone di Eros Ramazzotti, “Sta passando novembre”. «Tutta la comunità si stringe intorno al dolore della famiglia», commentano Alfredo Mascigrande, presidente del comitato di quartiere di Caruscino, e Sabatino Biocca dell’associazione Caruscino 2004. Alla cerimonia hanno partecipali altri, le suore Zelatrici del Sacro Cuore Ferrari dell’Aquila, quelle del Sacro Cuore di Avezzano, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il consigliere provinciale Felicia Mazzocchi e il consigliere comunale di Avezzano, Leonardo Rosa. Presente anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.
Magda Tirabassi
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