Addio al veterinario Imperiale: in chiesa suonano le zampogne

26 Agosto 2022

I familiari del 67enne trovato morto in casa: «Il tuo sole è dentro di noi, porteremo avanti i tuoi sogni» Folla commossa. E sulla bara le cose a lui più care: un libro, un mantello nero e il bastone dei pastori

L’AQUILA. Al centro della grande navata di Collemaggio c’è una bara semplice, senza fiori, con una foto, un libro, un mantello nero, l’immancabile bastone ricurvo dei pastori e un gruppo di zampognari, che all’ingresso del corteo funebre ha intonato “Quando nell’ombra”, canto popolare dedicato alla Madonna.
Così la città ha dato l’ultimo saluto a Pierluigi Imperiale, il medico ex dirigente del servizio veterinario della Asl, e custode della Transumanza, scomparso improvvisamene lunedì a 67 anni.
Imperiale è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Garibaldi, uno scrigno in cui si era ritirato dopo aver lasciato la vita professionale per potersi dedicare a quella che era diventata la sua principale attività, riscoprire le tradizioni della pastorizia e della transumanza, la vita nomade del pastore che d’estate porta le greggi in quota, dove l’erba è verde, per poi, man mano che l’inverno si avvicina, scendere per andare a cercare i pascoli verso la Puglia. Un progetto partito molti anni fa, quello del Tracturo3000, per riscoprire il Tratturo Magno, “l’autostrada verde” per millenni percorsa dalle greggi che andavano e tornavano. Una vita dura ma che ha fatto la ricchezza di questi territori. E questo impegno non andrà perduto. Lo hanno promesso nel corso della cerimonia i figli, Angelo Jonas e Marino e la moglie Marzia Masiello.
«Il tuo sole è dentro di noi. Hai fatto in tempo a vedere il tuo nipotino Luis, e adesso il battito del tuo cuore è dentro di lui. È dentro di noi che porteremo avanti i tuoi sogni». Il ricordo torna alle ultime ore di vita di Pierluigi Imperiale, a quel sabato passato tra le montagne, e poi, a sera, sul letto, a leggere un ultimo libro, caduto alla sua sinistra quando l’infarto improvviso non gli ha lasciato neanche il tempo di chiedere aiuto. «Non vogliamo che ci diciate: sentite condoglianze», hanno chiesto i familiari in un messaggio letto dal pulpito da uno dei figli, «ma che ci facciate fare due risate a cuore aperto, magari ricordando qualcuno dei mille aneddoti della sua vita. Una vita vissuta a cuore aperto, così come a cuore aperto impareremo a vivere ogni istante della nostra senza di te».
«Pierluigi ha sempre amato Collemaggio», ha ricordato il rettore della basilica, don Nunzio Spinelli, «ogni volta che portava le greggi per iniziare la transumanza (con la rievocazione Tracturo3000, ndc) mi voleva vicino a lui, a benedire le greggi e i partecipanti. Ed era felice», ha proseguito don Nunzio, «e possiamo dire che era un uomo delle Beatitudini, che ha voluto bene a questa terra e alle sue genti. E quanto questo suo sentimento sia ricambiato è dimostrato dalle tantissime persone che sono qui per lui e hanno riempito questa chiesa».
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