Addio all’Università, De Angelis ci pensa

Il sindaco: «Va aperta un’ampia e attenta riflessione, le spese sostenute con le tasse dei cittadini possono servire ad altro»
AVEZZANO. «I numeri sono numeri. Ed è evidente che siamo arrivati d un punto tale da rendere non più rinviabile una costruttiva riflessione sulla permanenza della facoltà di Giurisprudenza in città». È il commento del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, al dossier pubblicato dal Centro dal quale risulta che il Comune ha versato oltre 8 milioni di euro in 13 anni all’Università di Teramo per tenere ad Avezzano un corso di laurea magistrale che registra, dati alla mano, un continuo quanto preoccupante decremento del numero di iscritti.
«Il costo sostenuto dal Comune per l’Università di Teramo è noto a tutti i consiglieri comunali, vecchi e nuovi», riprende De Angelis, «non a caso, già da diversi mesi avevo segnalato l’esigenza di aprire un dibattito sull’argomento. Soprattutto preoccupa il fatto che, a fronte di costi annuali diretti e indiretti di oltre 600mila euro, si è registrato nel tempo un notevole calo degli iscritti, passati dai 600 circa del 2007 ai 300 circa del 2016, secondo gli ultimi dati forniti dalla stessa Università. Conseguentemente il costo per iscritto, sostenuto dalle tasse dei cittadini avezzanesi, è passato dai 900 ai 1.800 euro. Un dato su cui ragionare».
«I cittadini di Avezzano hanno il diritto di decidere se le notevoli risorse che attualmente si investono per la formazione universitaria di pochissimi studenti possano e debbano essere destinate a usi alternativi, come decoro urbano, sicurezza o interventi sociali», riprende De Angelis, «neppure è possibile sostituire, a causa dei limiti posti dalla nuova legislazione, al corso di laurea in Giurisprudenza un corso maggiormente appetibile per il territorio, come potrebbe essere l’Agroalimentare. Per questo occorre aprire un confronto in primis nella maggioranza e poi coinvolgere l’ampio articolato sociale cittadino».
Il sindaco conclude con una proposta.
«È mia intenzione», conclude il sindaco, «aprire un pubblico dibattito sull’argomento in sede di Urban center, l’Agorà della città, il luogo elettivo di partecipazione che sarà operativo entro questo mese. L’Urban center esaminerà, tra i primi dossier, proprio questo sull’analisi costi-benefici dell’Università di Teramo, registrando puntualmente le opinioni di favorevoli e contrari e pervenendo, ne sono certo, a una valutazione oggettiva di una problematica sulla quale per troppi anni, per quieto vivere, si è evitato di assumere qualsiasi decisione».
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