Addio Dionisi, il centrocampista che fece un tunnel a Omar Sivori

Aveva 75 anni, autentica bandiera rossoblù. Il figlio ricorda l’amichevole al San Paolo e il gesto tecnico In carriera oltre 300 gare tra serie C e serie D. È stato anche un apprezzato allenatore di squadre locali
L’AQUILA. Lutto nel mondo dello sport aquilano. È venuto a mancare, all’età di 75 anni, Vincenzo Dionisi, ex calciatore e allenatore. Per anni bandiera dell’Aquila calcio, nelle cui fila esordì giovanissimo nella prima metà degli anni Sessanta, Dionisi giocò a lungo anche fuori città, disputando oltre 300 partite tra serie C e D. Tra i tanti messaggi di cordoglio che hanno accompagnato la sua scomparsa c’è quello del sindaco Pierluigi Biondi. Dionisi, che lascia due figli, fu infatti un dipendente del Comune dell’Aquila, impiegato per anni nell’ufficio anagrafe e nella delegazione di Camarda, dove prestò servizio anche subito dopo il terremoto. I funerali si terranno questa mattina alle 11 nella chiesa di Santa Rita, a via Strinella. Lascia la moglie Valeria e i figli Alberto e Giorgia.
LA CARRIERA. Classe 1946, Dionisi, calcisticamente, mosse i suoi primi passi e si formò nelle giovanili delle Acli. Centrocampista tutto mancino, fu subito notato dall’Aquila calcio, che lo prese nel 1963. «All’epoca», racconta un suo ex compagno di squadra, l’ex portiere Carlo Ciuffini, «L’Aquila svolgeva un’attenta politica di reclutamento nei settori giovanili delle squadre minori, come l’Oratoriana, l’Amiternina, lo Sporting e le Acli. Dionisi arrivò all’Aquila insieme a me, Sergio Petrilli, Federico Palumbo, Michele Calderone e tanti altri. Si mise subito in evidenza, grazie alle sue qualità tecniche, nel vecchio campionato De Martino, l’attuale Primavera, e ben presto fu promosso in prima squadra, allenata all’epoca da Arnaldo Collesi, in serie C». Con L’Aquila Dionisi disputò alcuni ottimi campionati prima di indossare un’altra casacca rossoblù, quella del Cosenza, sempre in C. In Calabria rimase tre stagioni, prima di approdare nell’Ascoli e, successivamente, nel Rieti, di cui fu capitano. Concluse la carriera da giocatore in diverse squadre dilettantistiche aquilane. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprese la carriera da allenatore, sedendo sulle panchine dell’Aquila (Eccellenza e settore giovanile), Paganica, L’Aquila 99, Monticchio, San Gregorio, Scoppito e Pizzoli.
IL TUNNEL A SIVORI. «Te ne sei andato così, senza disturbare e soffrendo in silenzio», lo ha salutato, commosso, il figlio Alberto, che ha ricordato anche un episodio particolare della carriera del padre: quando, in un’amichevole disputata dall’Aquila calcio contro il Napoli, allo stadio San Paolo, fece un tunnel a Omar Sivori, a colui, cioè, che aveva praticamente inventato quel particolare gesto tecnico, fino a farne un inconfondibile e irriverente (per gli avversari) marchio di fabbrica. «È stato un uomo buono, stimato e amato da tutti», scrive sempre Alberto, «era il mister di tutti i ragazzi del calcio aquilano».
IL RICORDO. In tanti, ieri, hanno voluto dedicare a Dionisi un pensiero o un ricordo. «Mi sono avvicinato al calcio grazie a zio Vincenzo», è il commento dell’ex portiere Mauro Lauri, con un passato nella Primavera del Cagliari: «Grazie a lui ho avuto modo di conoscere i vari Di Mascio, Comisso, Pozzar e Grigoletti. Veri idoli, allora, per un bambino della mia età che si avvicinava a questo mondo. Porterò con me la sua bontà».
«Abbiamo giocato insieme negli anni 60», afferma Sergio Petrilli, ex portiere dell’Aquila, detto Kalì, come la dea dalle molte braccia, «poi io andai a Manfredonia e lui a Ascoli, ma siamo rimasti sempre amici. Ci siamo ritrovati nel 2015, quando insieme abbiamo ricevuto un riconoscimento dal Panathlon club dell’Aquila».
«Per tutti noi amanti del calcio oggi è un giorno molto triste», scrive in una nota il Moro Paganica calcio, «a Paganica Vincenzo è stato prima giocatore e poi mister, amato e stimato da tutti. Ci stringiamo intorno alla sua famiglia per la grave e dolorosa perdita. Addio mister, adesso insegna agli angeli a giocare a calcio». Il fotografo Roberto Grillo ricorda invece gli anni in cui Dionisi lavorò alla piscina comunale: «Abbiamo condiviso il cloro della vasca e il cemento del calcetto. Con la palla eri un maestro insuperabile. Quante partite a calcetto con Corsaro (Franco Corsi, ndc), Mariolino (Mario Pilolli, ndc) e il resto della banda. Ti ricorderò ogni giorno nelle mie preghiere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

