Addio Francuccio, storico barbiere

25 Aprile 2018

Si è spento a 95 anni Di Stefano, una vita trascorsa nella bottega di via Bazzano

L’AQUILA. È scivolato dal sonno alla morte, serenamente. Se n’è andato così “Francuccio ju barbiere”, Franco Di Stefano, classe 1923, il barbiere storico di via Bazzano. Pochi mesi fa aveva perduto la moglie Diva. Dopo una vita passata insieme, ha resistito senza di lei solo pochi mesi. Francuccio ha iniziato il mestiere di barbiere all’età di 13 anni facendo avanti e indietro in bicicletta verso Antrodoco. Qualche anno dopo, il ritorno all'Aquila, il negozio di via Bazzano messo su all’età di 22 anni. Era una di quelle botteghe di altri tempi, che non chiudevano mai, aperte fino a tardi, in cui non era improbabile fermarsi per sentirlo intonare qualche canzone. All’Aquila da Pescara aveva portato l’Anam, l’Associazione nazionale acconciatori maschili. Con altri, tra cui Cesare Mascioletti, il papà del campione di rugby Massimo, aveva fondato la Cna L’Aquila. Ma nella sua bottega non si andava solo per i capelli, si andava anche per parlare e discutere di politica. Perché Franco era un comunista “ante litteram”, partigiano, uomo di sinistra tutto di un pezzo, un compagno nel vero senso della parola. È stato uno dei promotori del Pci all’Aquila, partecipando all’organizzazione dei primi festival dell’Unità cittadini. Era una persona che, quando si trovava di fronte a qualcuno senza denaro, lo aiutava. Con lui se ne va un personaggio che ha contribuito alla storia della città, che aveva continuato a lavorare alla soglia degli 80 anni e solo da poco si era deciso a mettere da parte forbici e rasoi. La liturgia esequiale oggi, alle 11, nella parrocchia di San Pio X al Torrione. (r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.