Addio Iapadre, storico libraio del centro

Poeta ed editore: intere generazioni di aquilani si sono formate sui volumi da lui distribuiti. Funerali oggi a Santa Rita
L’AQUILA. È morto Leandro Ugo Iapadre, poeta, romanziere, libraio ed editore. Aveva 95 anni ed era originario di Lucoli. I funerali si svolgeranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Santa Rita in via Strinella. L’ultima uscita pubblica di Leandro Ugo Iapadre risale al 2013 quando, in occasione dei suoi 90 anni, l’associazione “Volta la carta” – in collaborazione con la famiglia Iapadre e con il patrocinio del Comune dell’Aquila e della società “Dante Alighieri” – gli rese omaggio come “pioniere dell’editoria aquilana (universitaria e non solo) e personaggio eclettico che spazia dalla poesia alla pittura”. Ci furono gli interventi della professoressa Giovanna Millevolte, del dottor Marco Di Francesco (autore di una tesi di laurea dedicata alla casa editrice), di Edoardo Caroccia, Paolo Leone e Francesca Pompa (editori), della professoressa Liliana Biondi, del professor Emerico Giachery. Alcuni testi di Iapadre furono letti da Tiziana Gioia e Sergio Marziani. Per chi ha già qualche anno sulle spalle, Leandro Ugo Iapadre ha rappresentato per L’Aquila un punto di riferimento culturale imprescindibile. La sua libreria in corso Federico II (quasi a metà strada fra la Villa comunale e piazza Duomo) era passaggio irrinunciabile per chi era alla ricerca di libri universitari (molti docenti dell’Ateneo aquilano hanno pubblicato con lui), di libri di storia locale o specialistici.
I ricordi legati alla sua figura sono tanti. Aveva sempre un atteggiamento tranquillo, collaborativo anche con un ragazzino di 18 anni (chi scrive) che un giorno andò a chiedergli quanto si spendeva per poter pubblicare un libro. Lui rispose gentilmente, fornì anche alcuni dettagli e quando vide che l’interlocutore non poteva avere a disposizione la cifra indicata disse: “Non si preoccupi, magari venga con quello che ha scritto e mi faccia vedere”. Naturalmente quel 18enne (sempre chi scrive) non tornò, anche perché il libro era ancora quasi tutto da elaborare, ma quella sua risposta me lo rese comunque simpatico e spesso, negli anni a seguire, ho curiosato nella sua libreria e fatto qualche acquisto.
Le pubblicazioni della sua casa editrice sono tantissime come tanti sono i volumi scritti da lui e spesso pubblicati da altri editori (in particolare l’editoriale L’Eco). Ne ricordiamo alcuni: “La Gibigiana” (romanzo), e poi “Ji cicirinegli”, “Ju rennacciu (il rammendo)”, la “Cetra metafonica”, “Guida storico artistica dell’abbazia di San Giovanni Battista di Lucoli”, “Immota manet: 6 aprile 2009”, “Le jure: le scintille, poesie del focolare”, “La Massaria, vita epica dei pastori abruzzesi” con la prefazione di Ernesto Giammarco, “La cetra metafonica: poesie”. E poi: “Motivi dell’Alba risonanze 1”, “Motivi d’amore risonanze 2”, “Motivi nel breve: risonanze 3”, una “Guida storico artistica della città” con Gino Pezzoli ed Elpidio Valeri. Per un periodo ha collaborato anche con la Deputazione di Storia Patria per la distribuzione dei volumi prodotti dalla Deputazione stessa. «Iapadre è stata una persona di grande cultura», afferma Walter Capezzali, presidente della deputazione di Storia Patria «la sua era una editoria di qualità. È stato uno scrittore e soprattutto un poeta apprezzato in Abruzzo e non solo e amico di importanti intellettuali. Ha certamente segnato in positivo la cultura e la storia cittadina». Ai familiari (lascia la moglie Elsa e i figli Lelio e Guido) le condoglianze della redazione del Centro.
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