Addio Massari, imprenditore del turismo

20 Febbraio 2019

Alto Aterno in lutto: oggi a Montereale i funerali del mecenate del calcio. Fu manager al Centro turistico

MONTEREALE. Da Montereale agli States, passando per Roma. E, negli ultimi tempi, nel suo buen retiro di un ranch stile americano tra Montereale e Capitignano, “Shenandoah”, la sua ultima creatura, allevamento-pilota per tutto il Centro-Sud e centro di equitazione affiliato Fise.
La lunga e avventurosa esistenza di Lucio Massari, classe 1936, già alla guida del Centro turistico Gran Sasso ai tempi dell’amministrazione di Antonio Centi, si è spenta per l’aggravarsi delle conseguenze di una malattia. Saranno in tanti, oggi alle 15, nella chiesa delle Anime Sante di Montereale, a dargli l’ultimo saluto. Il sindaco Massimiliano Giorgi, a nome della sua comunità, esprime «cordoglio per la grave perdita e vicinanza ai familiari». Personaggio poliedrico, fondatore di un’impresa di famiglia (sotto il marchio “Massari Travel service”) specializzata nei servizi per il turismo e differenziata, successivamente, in vari rami, con partenariati importanti, ha legato il suo nome a quello del suo paese d’origine. Un amore viscerale, che lo aveva portato a inserire le immagini di Montereale sul materiale pubblicitario distribuito in America. E gli americani li ha portati per davvero. Infatti, a bordo dei suoi pullman, comitive di turisti con le bandierine a stelle e strisce facevano capolino tra i suoi amati monti, nelle frequenti deviazioni dai circuiti tradizionali.
«Ha creduto sempre nelle potenzialità della sua terra natia e ha sostenuto tutte le attività che potessero dare lustro a Montereale», ricorda con commozione Giammario Capecci, storico ex dirigente-factotum di una squadra che, sotto la presidenza onoraria dello stesso Massari (principale mecenate del calcio locale), in tandem con Cesare Santini, ha primeggiato nelle massime categorie dilettantistiche, esportando poi, negli anni successivi, il titolo sportivo all’Aquila dopo l’ennesimo fallimento rossoblù. Tante donazioni e realizzazioni, dalle luminarie agli eventi piccoli e grandi in paese, parlano di lui. Lascia i figli Alessandro, Sabrina e Flavio, i nipoti e le sorelle.
«Un grandissimo personaggio, che progettava ancora, e aveva tante idee da realizzare», conclude Capecci.(e.n.)
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