Addio metropolitana di superficie Si smontano 3,2 km di binari morti

Il Comune annuncia l’avvio dei lavori: si parte da via Amiternum e via Comunità Europea a Pettino Cantiere per lo smantellamento al via dal novembre con 700mila euro in attesa di nuovi fondi
L’AQUILA. Inizia lo smantellamento della più famigerata delle incompiute. Tra poche settimane, su via Amiternum e via della Comunità Europea, a Pettino, partiranno i lavori di rimozione dei binari della metropolitana di superficie, primo lotto di un intervento che porterà, gradualmente, allo smontaggio di quel che resta del tracciato dell’infrastruttura che avrebbe dovuto collegare l’ospedale al centro passando da via Roma.
I LAVORI
A illustrare i dettagli del progetto sono stati il sindaco Pierluigi Biondi e gli assessori Vito Colonna e Carla Mannetti. I lavori, già appaltati, ammontano a 700 mila euro e cominceranno a novembre, per concludersi, se il tempo non sarà troppo inclemente, a primavera. I costi saranno coperti con risorse per le quali il Comune attingerà, a mo’ di anticipazione di cassa, dal proprio bilancio, in attesa di vedersi assegnare fondi regionali e ministeriali attesi da tempo. La scelta di partire da via Amiternum e via Comunità Europea, escludendo, per il momento, via Leonardo da Vinci, vale a dire il tratto compreso tra le due strade, si deve proprio al budget insufficiente. Biondi e Colonna hanno però specificato che, con le economie che si otterranno dalla gara d’appalto (dove è previsto un ribasso del 30%) e con altri 300mila euro che arriveranno dalla Regione come quota parte di un finanziamento complessivo di 1 milione destinato alla viabilità, a breve si potrà procedere non solo su via da Vinci ma anche su via Manzoni (sempre a Pettino) e via Piccinini. Ci sono poi in ballo i 6,5 milioni di Metrobus, il progetto di mobilità urbana per avviare il quale manca solo il via libera definitivo del ministero delle Infrastrutture. Con una porzione di questo ulteriore finanziamento si potrà programmare la rimozione dei binari anche su via Roma, mentre per quanto riguarda via Lorenzo Natali, la strada che va dalla rotatoria della statale 80 all’ospedale regionale San Salvatore, la competenza è dell’Azienda sanitaria.
3,2 KM DI BINARI morti
I lavori consisteranno nella rimozione di complessivi 3,2 km di binari, con una tabella di marcia che prevede lo smantellamento di 25 metri al giorno. «Operazione molto complessa», ha rimarcato Biondi, «sia per il tipo di opera realizzata a suo tempo sia perché, per segare le barre di ferro, dovranno essere usati macchinari speciali. È chiaro che si tratta di lavori impattanti, che avranno ripercussioni sulla viabilità. Ma saranno predisposti tutti i necessari provvedimenti per ridurre al minimo i disagi ai residenti e alla circolazione. Con quest’intervento metteremo la parola fine a una vicenda che va avanti da troppi anni. La zona interessata dai lavori è una delle più trafficate e, a causa della presenza dei binari, negli ultimi anni, si sono verificati oltre 50 incidenti, che hanno costretto il Comune a pagare, in alcuni casi, anche indennizzi». Verranno eliminate le fermate rialzate e le pensiline, nonché i pali a bordo strada e i cavi sospesi. Saranno rifatti il manto stradale, che versa in condizioni disastrose, i marciapiedi, gli attraversamenti pedonali, la segnaletica orizzontale e verticale, i pozzetti e le altre opere complementari.
INCIDENTI
Non sempre, a seguito degli incidenti imputabili alla presenza delle rotaie, le vittime sono state risarcite. Il più delle volte è accaduto il contrario. Il motivo lo si può leggere su una delle lettere inviate da un’assicurazione a un ciclista che aveva fatto causa al Comune dopo essersi rotto il femore cadendo dalla bici: «Le rotaie non possono considerarsi insidia e trabocchetto in quanto sono un manufatto visibile ed evitabile. La caduta è ascrivibile a una pluralità di molteplici fattori causali – disattenzione, autonoma condotta, responsabilità di terzi – e sarebbe stata evitabile adottando la dovuta attenzione».
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