Adozione bloccata Mamma e papà: «Primi vaccini a noi»

Ancora niente visto dalla Cina per i coniugi Mascitti che con altre famiglie scrivono a Di Maio e Speranza
AVEZZANO. Continua il calvario dei coniugi Lino Mascitti e Loredana Di Pizio, di Avezzano, che, ad un anno dall’autorizzazione ottenuta dalla Cina ad adottare un bimbo, non sono riusciti ancora ad avere il visto per recarsi in quel Paese e potere finalmente abbracciare e riportare a casa quel figlio tanto desiderato, che già conoscono tramite foto e filmati e al quale hanno messo il nome di Mattia, che significa “dono di Dio”.
Nelle condizioni dei coniugi Mascitti si trovano altre 35 famiglie di varie regioni, che hanno dato mandato a Loredana Di Pizio, che è anche un’avvocatessa, di assisterle legalmente, insieme a una collega, Arianna Andreetti. Il mese scorso le famiglie adottive hanno incontrato in videoconferenza la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, e il vice presidente della Commissione per le adozioni internazionali (Cai), Vincenzo Starita, ai quali hanno prospettato la loro situazione. Ma non è cambiato nulla. Da qui la decisione di rivolgersi, con un’accorata lettera nella quale raccontano la loro odissea, anche al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al ministro della Salute Roberto Speranza e ai presidenti delle rispettive Regioni. A Di Maio chiedono di promuovere con la Cina un serrato confronto diplomatico per ottenere, senza ulteriori indugi, la disponibilità all’invio delle cosiddette “pergamene rosse” necessarie per i visti e i permessi di soggiorno. Per le famiglie adottanti la Cina, infatti, richiede la permanenza nel Paese di tre settimane e oggi, a causa dell’epidemia , anche una quarantena obbligatoria di due settimane. Al ministro, a quale viene anche chiesto di ricevere una loro delegazione, ricordano che tra Italia e Cina è stato sottoscritto un accordo bilaterale che riconosce il diritto dei minori alla famiglia: «Il bambino per il pieno e armonioso sviluppo della sua personalità, dovrebbe crescere in un ambiente familiare, in un’atmosfera di felicità, amore e comprensione». L’accordo sancisce anche il principio secondo cui «l’adozione internazionale può offrire il vantaggio di una famiglia permanente a un bambino per il quale non è possibile trovare una famiglia adatta nel suo Stato di origine». Principio che verrebbe violato qualora non venissero attuate dalle parti misure specifiche per semplificare le pratiche di adozione. Ai ministri Speranza e Bonetti e alle Regioni le famiglie adottanti chiedono di essere inserite, anche a loro spese qualora lo Stato non volesse sostenere i relativi oneri, tra le prime categorie destinatarie dei primi vaccini, che arriveranno in Italia, al fine di accelerare i tempi del rilascio dei visti da parte delle autorità cinesi.
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