«Adunata alpini, grande occasione»

Nel corso di un convegno analizzate le ricadute economiche dell’evento del 2015
L’AQUILA. Ieri mattina all’auditorium «Sericchi» in via Pescara, si è tenuta la conferenza a cui è seguita una tavola rotonda nella quale si è discusso sulle potenziali ricadute economiche e gli effetti sociali che l’Adunata nazionale degli alpini nel 2015 porterà sul territorio abruzzese e aquilano. All’incontro, moderato dal segretario del comitato organizzatore Carlo Frutti, hanno preso parte i professori Antonio Dallara e Paolo Rizzi, i quali hanno presentato i dati dello studio dell’Università Cattolica di Milano e del Laboratorio Economia Locale di Piacenza, da loro condotto, con l’obiettivo di valutare l’effetto economico e sociale dell’Adunata nazionale alpini Piacenza 2013, nelle sue dimensioni di impatto sul tessuto economico locale e di stimolo all’attrattività e alla visibilità dei territori che l’hanno ospitata. I due economisti e i loro collaboratori hanno intervistato 1200 alpini partecipanti al raduno, e dalle loro risposte hanno stimato gli effetti diretti e indiretti della spesa da loro sostenuta sul sistema economico locale e esterno, nonché i circoli virtuosi attivati. Nella relazione hanno evidenziato il volume d’affari, stimato in 119,8 milioni di euro, e la ricaduta sulla città di Piacenza in 70,6 milioni di euro e fuori Piacenza in 49,2milioni di euro. Il settore che più ne ha maggiormente beneficiato è stato quello alberghiero e la ristorazione: 48,5 %, 34,2 milioni di euro. Ma anche altri settori, quali: commercio al dettaglio, industria agroalimentare e altri, ne hanno tratto beneficio notevole. Gli alpini svolgono quasi prevalentemente attività di volontariato; i ricercatori hanno stimato che lo fanno il 72,8%, e testimoniano valori come: solidarietà per il 27,3%, amore per la patria 23,5%, seguiti da fratellanza, allegria, democrazia, libertà e in ultimo la religiosità.
Maurilio Di Giangregorio
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