Adunata alpini, L’Aquila scalda i motori

Frutti: Pordenone è stata per noi una vetrina importantissima, ora al lavoro per la buona riuscita della manifestazione
L’ AQUILA. Sceso il sipario sull'adunata nazionale alpini di Pordenone, già si scaldano i motori per il prossimo anno. Quando, ad ospitare il grande evento che richiama in media oltre 500mila persone, sarà la città dell’Aquila. Il 15, 16 e 17 maggio 2015 il capoluogo abruzzese farà la scenario ad una manifestazione che non è solo nel cuore delle tante penne nere italiane. Dietro il grande orgoglio alpino si cela anche un ingranaggio che fonde sapientemente turismo, solidarietà e promozione del territorio. E L’Aquila è pronta a fare la sua parte. In prima fila, nell’organizzazione, Carlo Frutti, già segretario del Comitato organizzatore e coordinatore del comitato «Aspettando L'Aquila 2015».
L’esperienza friulana ha lasciato il segno: quale bagaglio di sensazioni e di esperienza ha portato con sé, tornando in Abruzzo?
«Migliaia di persone in festa per le strade, grande entusiasmo, perfetta organizzazione e un’accoglienza calorosa. Il raduno di Pordenone è stato tutto questo e molto di più. La nostra città ha già avuto, in questa occasione, una prima, importante, vetrina con un infopoint allestito, per cinque giorni, nella piazza principale della città. Abbiamo distribuito oltre 20mila cartine della città e diverse pubblicazioni della Camera di commercio, della Provincia, dell’Università e dei comuni abruzzesi. Accanto al materiale informativo e promozionale abbiamo proposto l’assaggio dei prodotti tipici locali: torrone, salumi, pecorino, vini. Un’operazione-simpatia, come l’abbiamo definita, che ha raccolto un consenso enorme, catalizzando l’attenzione del grande pubblico presente all’adunata».
Un preludio a quella che sarà l’edizione del prossimo anno, all’Aquila?
«La scelta della nostra città per l’adunata nazionale alpini non è casuale. La festa delle penne nere si terrà in un territorio martoriato dal terremoto , dove molto c'è ancora da ricostruire. Tra i tanti messaggi di solidarietà ricevuti a Pordenone, ricordo quello di un giovane volontario che, dopo aver inviato un contributo economico, ha deciso di scendere all’Aquila per aiutare la popolazione. Era l’immediato post-sisma. Il prossimo anno sarà, di nuovo, dei nostri: un modo per ridare spirito, entusiasmo e vigore al territorio. Soprattutto questo è il senso dell’adunata alpini».
La macchina organizzativa di Pordenone è stata impeccabile. Per preparare la nostra città all'evento, quali ostacoli è necessario superare?
«Innanzitutto, allestire le aree di accoglienza per gli attendamenti e i camper: gli alberghi e le strutture ricettive hanno già fatto registrare il tutto esaurito. Dovremo attrezzare delle zone specifiche con servizi igienici, acqua e linee elettriche per dare ospitalità a quanti, e sono migliaia, sceglieranno di dormire in tenda o in camper. Il compito primario dell’organizzazione dovrà essere quello di creare, intorno all’adunata degli alpini, un circuito turistico, che può portare grandi risultati sul fronte economico-sociale».
480mila presenze a Pordenone: un risultato da bissare all'Aquila?
«Dall’entusiamo suscitato in Friuli, credo che potremmo andare anche oltre le aspettative. Lo slogan scelto “L’Aquila è wiva” dà la misura di quello che vogliamo creare intorno all’adunata nazionale alpini: far rinascere l’entusiasmo, stimolare i giovani, dire al Paese che L’Aquila c'è e vuole continuare a crescere. Metteremo in campo numerose iniziative, durante tutto l’anno, per sponsorizzare l'evento».
A Pordenone si è sentita l’assenza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. Per la prima volta, nella storia dell’adunata nazionale alpini, al momento del passaggio della stecca, mancava il primo cittadino.
Il supporto delle istituzioni locali è fondamentale. Sarebbe stata opportuna una presenza più marcata dei nostri rappresentanti politici, anche se Cialente ha inviato una lettera di scuse al sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, spiegando di non poter essere presente per un’indisposizione. In rappresentanza del Comune c’era il consigliere Giuliano Di Nicola, delegato alla protezione civile. È chiaro che, in vista del grande evento del 2015, tutti gli enti locali dovranno fare la loro parte e attivarsi per la buona riuscita della manifestazione che avrà un impatto notevole sul territorio. Uno studio dell’Università di Milano ha calcolato un giro di affari di 120 milioni di euro intorno all’adunata. Numeri che parlano da soli».
Monica Pelliccione

