Adunata alpini, una corsa ad ostacoli

Il presidente del comitato organizzatore Cailotto: «Serve un milione per le spese ma L’Aquila è e resta la sede»
L’AQUILA. La città avrà la sua adunata nazionale. Un riconoscimento conquistato a fatica, mantenuto con le unghie e con i denti, nonostante le ventilate ipotesi di un cambio di «location». È una corsa contro il tempo quella che sta affrontando il Comitato organizzatore dell’Adunata nazionale alpini: un evento che porterà all’Aquila, tra il 15 e il 17 maggio, oltre mezzo milione di persone, turisti e penne nere. Già 6mila le richieste pervenute dai gruppi alpini per gli alloggi collettivi. Ma tra cambi al vertice e dimissioni, che hanno fatto temere una spaccatura all’interno del Comitato, la macchina organizzativa va avanti. Servono soldi: almeno un milione di euro per coprire le spese dei servizi. E per definire al meglio il programma, senza sbavature. «Nessuno ha mai ipotizzato che L’Aquila potesse perdere una simile opportunità. Sabato scorso, a Milano, si è riunito il consiglio nazionale alpini, che ha confermato la fattibilità della manifestazione nel capoluogo abruzzese, nonostante le tante difficoltà». Stronca sul nascere le polemiche il presidente del Comitato organizzatore Luigi Cailotto, che definisce «una follia l’idea di spostare l’adunata in altre città, dopo l’assegnazione ufficiale». Cailotto ammette «i ritardi nell’erogazione dei fondi da parte degli enti locali e le difficoltà tecnico-organizzative, che hanno portato a un rallentamento del cronoprogramma. Uno dei problemi principali», dice, «è quello della distanza. Solitamente le adunate nazionali degli alpini si svolgono al Nord, dove ha sede tutta la struttura organizzativa. Ciò implica un impegno maggiore nel mantenere una presenza costante dei membri del comitato all’Aquila». Stesso discorso per i gruppi alpini abruzzesi, disseminati un po’ ovunque in regione. «Tutto ciò ha prodotto ritardi e cambiamenti, che non hanno nulla a che fare con la scelta di ridistribuire alcuni incarichi».
Il riferimento è alla parziale uscita di scena di Carlo Frutti, presidente dell’associazione «Aspettando il 2015», tra i promotori dell’adunata, che ha rassegnato le dimissioni da segretario del Comitato per occuparsi solo della comunicazione e della promozione dell’evento sul piano locale. Dimissioni anche per il dirigente Pierluigi Caputi, ex alpino, che ha motivato la scelta con impegni concomitanti personali. Un cambio di pedine che ha alimentato il sospetto di frizioni interne al Comitato stesso, proprio a ridosso dell’adunata e in piena fase operativa. «Ho chiesto io a Frutti di lasciare l’incarico di segretario», afferma Cailotto, «incarico che verrà assegnato al vicepresidente dell’Ana Abruzzo Pietro D’Alfonso. Avevo bisogno di un uomo esperto nell’organizzazione tecnica e nell’allestimento dei campi di accoglienza: da qui la scelta di separare i ruoli, rendendoli consoni alle caratteristiche di ciascun membro del comitato. Non vi è stata alcuna destituzione, né spaccatura interna. Continuiamo a lavorare insieme per la buona riuscita della manifestazione». Intanto, a poco più di tre mesi dall’evento, l’interesse nazionale cresce: «Abbiamo ricevuto oltre 6mila richieste da gruppi alpini per gli alloggi collettivi. In media la ricaduta economica si attesta sui 120 milioni di euro, di cui 70 milioni a esclusivo beneficio della città ospitante. Il Comitato può far fronte a una parte delle spese, ma non può certo accollarsi i costi complessivi: è necessario il contributo degli enti locali, almeno per la copertura dei servizi di supporto all’adunata. Mi riferisco al miglioramento del trasporto pubblico, alla raccolta rifiuti e all’aspetto socio-sanitario. Queste le macro-voci di bilancio che incidono maggiormente su un evento del genere».
A fronte di ciò si registrano evidenti ritardi: «Gli enti locali, Regione, Comune e Provincia sono in grande ritardo nell’erogazione dei contributi», fa notare Cailotto. «Il Comune ha stanziato 100mila euro, come prima tranche rispetto ai 500mila promessi, mentre l’assessore regionale Mario Mazzocca ha fornito garanzie al comitato sul contributo della Regione. Impegni che apprezziamo, ma che devono tradursi in atti concreti. A conti fatti abbiamo bisogno di un milione di euro dagli enti locali per coprire le spese dei servizi ed evitare che, firmati i contratti, sia il Comitato a dover pagare tutto». La Regione, a dicembre scorso, ha stanziato 722mila euro, ma la somma non è ancora nelle casse del Comitato. Soldi a cui dovrebbe sommarsi il contributo in termini di servizi, trasporti pubblici, assistenza sanitaria e Protezione civile per complessivi 850mila euro. Risorse che, secondo la Regione, verranno sbloccate a breve, dopo l’approvazione dello schema di convenzione. Quanto al Comune, la cifra concordata è di 500mila euro, di cui 300mila in servizi. «L’obiettivo», aggiunge Cailotto, «è lavorare in sinergia per realizzare una grande manifestazione, che possa segnare un ulteriore passo avanti nel processo di rinascita dell’Aquila. Negli occhi degli alpini abruzzesi, nelle ultime riunioni, ho letto tanta voglia di fare. È questo che ci farà vincere la scommessa. Le condizioni della città, coi tanti problemi legati al post-terremoto, stanno dilatando i tempi. Ci sono difficoltà da superare, fondi da reperire, ma il Comitato procede compatto e la buona volontà degli abruzzesi farà il resto. L’Adunata sarà per L’Aquila un evento storico».
Monica Pelliccione
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