«Aereo caduto per colpa del vento»

Lo dice la perizia sull’incidente fatale a Mancinelli e Vietri. Il pm chiede l’archiviazione
L’AQUILA. Una tragica fatalità, dovuta a una folata di vento: lo dice la perizia. E il pubblico ministero dell’Aquila Stefano Gallo, ha chiesto quindi l’archiviazione del fascicolo relativo all’incidente aereo costato la vita al gioielliere aquilano Corrado Mancinelli, 70 anni, e alla sua amica Maria Rita Vietri (64), ex dipendente del supermercato Conad nel centro commerciale L’Aquilone. La richiesta è ora sulla scrivania del Gip.
L’11 settembre scorso i due erano a bordo del piccolo aereo precipitato nelle campagne nei pressi dell’aviosuperficie di Poggio Picenze. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta non ha rilevato responsabilità, decidendo dunque di non dare corso all’azione penale. L’incidente si era verificato intorno alle 16.40. L’ultraleggero sul quale viaggiavano le due vittime, un Df 2000, era di proprietà del gioielliere aquilano. La tragedia si è consumata a non più di trecento metri dalla pista dell’aviosuperficie. Per ricostruire la dinamica dell’incidente il pm si è affidato a un super perito, l’ex pilota militare, già comandante Alitalia e istruttore di volo, Sergio Maron. Dopo aver esaminato il piano di volo l’ex consulente della Procura non ha rilevato anomalie stabilendo che, in fase di atterraggio, o meglio di preparazione della manovra di atterraggio, nella virata finale, in cui il velivolo si inclina lateralmente, un colpo di vento ha mandato in stallo l’ala con il pilota che non ha potuto recuperare la posizione per via del poco spazio a disposizione. Per il super perito il mezzo era troppo basso e non c'era spazio per una manovra di emergenza. Questo ha determinato l'improvvisa perdita di quota e lo schianto fatale. La richiesta di archiviazione in sede penale non esclude l'avvio di una causa civile per l'eventuale risarcimento. (f.d.m.)

