Affitti da pagare, Provincia condannata

Il tribunale intima di sborsare circa due milioni per gli uffici in via Nurzia. Pronto il ricorso in Appello
L’AQUILA. La Provincia è stata condannata in primo grado dal tribunale civile dell’Aquila a pagare quasi due milioni di euro – in gran parte per affitti arretrati – a una società proprietaria di un immobile in via Ulisse Nurzia, in località Boschetto di Pile dove l’Ente nel 2011 collocò alcuni uffici. Ora la Provincia farà ricorso in Appello. Il tribunale nella sentenza del 21 ottobre scorso ha dichiarato «risolto per inadempimento della Provincia, in persona del presidente pro-tempore, il contratto preliminare di locazione del 27 maggio 2011 e condanna l’Ente al risarcimento dei danni, in favore della ricorrente liquidati in 1.395.360 euro oltre Iva e interessi legali e a 491.040 euro per costi opere eseguite». Seguono poi spese legali e altro. Il presidente della Provincia Angelo Caruso con un decreto ha autorizzato l’avvocato dell’Ente a presentare ricorso. Secondo il legale infatti «da una prima lettura si può affermare che la sentenza presti il fianco a diverse critiche: il Tribunale infatti riconosce che il sequestro penale del 2011 era un evento rilevante, ma ritiene che la Provincia avrebbe dovuto chiedere a suo tempo la risoluzione per causa di forza maggiore. Ma questa circostanza avrebbe dovuto spingere il tribunale a decidere diversamente, perché la proprietà non poteva garantire il pacifico godimento dell’immobile. È necessario quindi procedere quanto prima con l’Appello, anche perché la sentenza di primo grado è esecutiva, per cui urge chiedere anche la sospensione della sentenza di primo grado, data l’entità della somma in questione». Il sequestro penale di cui parla il legale della Provincia si riferisce a una indagine della Procura su presunte violazioni urbanistiche in merito alla realizzazione dell’immobile dove la Provincia aveva degli uffici (che erano stati delocalizzati dopo il sisma 2009). Ci furono 10 indagati a vario titolo ma tutti sono stati assolti nel processo che ne è seguito e quindi si evince che la realizzazione della struttura fu fatta rispettando le norme. All’inizio del 2021 c’era stato un altro caso di affitti arretrati – oltre due milioni di euro – che la Provincia aveva dovuto pagare a una società aquilana. In quel caso il privato aveva avuto ragione sia in tribunale che in Appello. La Provincia in un primo tempo aveva presentato ricorso in Cassazione poi rinunciò per «addivenire a una soluzione bonaria». Con un decreto fu approvato «lo schema di transazione stabilendo di rinunciare al ricorso instaurato presso la Suprema Corte». La decisione scaturì dal fatto che «con molta probabilità anche in Cassazione l’Ente sarebbe stato soccombente con un aggravio di spese non indifferente per le finanze pubbliche». La Provincia quindi rischia di dover tirare fuori oltre 4 milioni di euro (tra quelli già pagati e quelli che potrebbe pagare) solo per controversie sugli affitti.
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