Affitti in nero, Cioni all’attacco

29 Aprile 2015

Il direttore Confcommercio incalza Cialente: «Affermazioni false e ingiuste, potrei denunciarlo»

L’AQUILA. «Le dichiarazioni rese dal sindaco Massimo Cialente, sulla questione del caro affitti per le attività commerciali, sono ingiuste, false e gratuite. Offendono la mia dignità personale. Vorrei ricordare a Cialente che è stato mio nonno a fondare, il 21 aprile 1945, la Confcommercio dell’Aquila. Mio padre ha lottato per difendere i diritti dei commercianti, lo stesso ho sempre fatto io, rischiando anche il carcere». Celso Cioni, direttore regionale Confcommercio, getta benzina sul fuoco. In conferenza stampa, presenti gli stati generali dell’associazione commercianti, il presidente provinciale, Roberto Donatelli, e l’architetto Angelo Patrizio, responsabile nazionale urbanistica della Confcommercio, Cioni ha ribattuto, punto per punto, alle obiezioni mosse dal sindaco, che lo aveva chiamato sugli affitti troppo alti dei centri commerciali. «La politica della Confcommercio, dal 2009 a oggi, è stata quella di sostegno e assistenza agli esercenti aquilani, che si sono trovati a fronteggiare le conseguenze economiche del sisma, pagandone in prima persona un caro prezzo», afferma Cioni. «L’attacco di Cialente è inaccettabile, in quanto lesivo della mia dignità professionale. Mi aspetto le necessarie precisazioni del sindaco e le sue scuse formali, altrimenti sarò ben felice di fare beneficenza a qualche associazione. Altrettanto vale per le parole utilizzate nei confronti della categoria». La Confcommercio ha presentato un corposo dossier, che riassume le svariate iniziative intraprese negli ultimi anni, per accompagnare il rilancio del commercio cittadino. Si va dall’operazione Ravit, che prevedeva canoni di affitto bassissimi per la ricollocazione delle attività commerciali, alla ricognizione in centro storico, con sopralluoghi in tutti i negozi per la valutazione dei danni provocati dal terremoto fino all’iniziativa del 2012, con cui i commercianti hanno sollecitato l’abbattimento dell’Ici per i canoni concordati. «Ogni proposta della Confcommercio è caduta puntualmente nel vuoto», incalza Cioni. «Il Comune non ha mai risposto alle nostre richieste. Iniziative volte a dare respiro a tanti commercianti in difficoltà». Il direttore di Confcommercio, coadiuvato da Angelo Patrizio, ha posto l’accento, in particolare, sull’operazione Ravit: «Grazie all’interessamento della Confcommercio nazionale, dopo il terremoto siamo riusciti a ottenere un contributo di un milione per consentire ai commercianti di fruire di affitti a 13 euro a metro quadro, nell’ex capannone Ravit», ha ricordato Cioni, «ma l’ignavia del sindaco e del consiglio comunale, che stabilirono di non prorogare per altri tre anni la delibera sulla delocalizzazione delle attività commerciali, mandò in fumo l’intero progetto. E il finanziamento fu rimandato a Roma». «Siamo riusciti a far inserire L’Aquila tra le sei città che parteciperanno al progetto sulla cedolare secca per la locazione dei locali commerciali», conclude, «grazie a un’intesa siglata dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e dal presidente Anci Piero Fassino. Ma mentre a Roma Fassino costruisce, all’Aquila Cialente demolisce».

Monica Pelliccione

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