«Aggravio di lavoro per i medici»

30 Maggio 2023

Sindacati e comitati: «L’emergenza sta ulteriormente congestionando i servizi» 

L’AQUILA. Il personale sanitario e i pazienti sono preoccupati e arrabbiati. E lanciano un duro attacco alla Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila. «La grave violazione informatica ai danni della Asl 1 sta ulteriormente congestionando i servizi sanitari a discapito di circa trecentomila cittadine e cittadini, causando, altresì, la sottrazione di dati sensibili di lavoratrici lavoratori ed utenti. Tale circostanza riduce ancor più l’esigibilità del diritto alla salute delle nostre comunità già alle prese con un continuo, inesorabile e costante arretramento del sistema sanitario provinciale. Produce, inoltre, un aggravio di attività degli operatori che pur con senso di responsabilità si sono adoperati e si stanno adoperando nella totale assenza di comunicazione da parte di chi ne è deputato»: così esordisce la nota firmata da Cgil L’Aquila, Federazione italiana dei medici di Medicina generale, Sindacato dei medici italiani, Sindacato nazionale autonomo medici italiani, 180 Amici L’Aquila, Unasam, Cittadinanzattiva L’Aquila, Tribunale per i diritti del malato L’Aquila e comitato “Salviamo i nuclei di cure primarie”. «Liste di attesa inaccettabili, mobilità passiva, mancata programmazione, cure domiciliari carenti, ospedali e territorio in affanno a causa di carenze di personale e deficit di programmazione, precariato come forma ordinaria di reclutamento del personale, esternalizzazioni dei servizi, sono alcuni dei fattori che hanno prodotto e stanno producendo un grave vulnus al bisogno di prevenzione e cura», continua l’attacco, «mancano coinvolgimento, trasparenza e partecipazione. È mancata una direttiva di sistema che avesse come linea di indirizzo il potenziamento dei servizi sanitari pubblici. È mancato l’incremento della medicina territoriale e il rafforzamento delle attività ospedaliere». E ancora: «Le case di comunità rischiano di divenire scatole vuote, è necessaria una ubicazione delle stesse che rafforzi il concetto di sanità di prossimità ed assolutamente lontana dagli obiettivi la collocazione all’interno dei presidi ospedalieri. Mentre la Asl 1 è l’unica in tutta la regione che rifiuta di sostituire nei nuclei di cure primarie i medici di famiglia andati in pensione. La cronica carenza di personale non garantisce adeguati livelli di assistenza domiciliare. Una delegazione delle scriventi associazioni sarà presente e reclamerà ascolto ai capigruppo del consiglio regionale in occasione dei lavori del consiglio stesso».