«Aggrediti da una baby gang»: paura per due dipendenti di Tua

16 Dicembre 2023

L’episodio al terminal di piazzale Kennedy, sei ragazzini hanno bloccato il mezzo per L’Aquila Autista e collega circondati, spintonati e minacciati: «Anche calci contro il bus, episodio non nuovo»

AVEZZANO. Una banda di bulli aggredisce l’autista di un bus della Tua e un suo collega, davanti agli occhi impauriti dei pendolari. L’episodio è avvenuto a piazzale Kennedy ad Avezzano mentre centinaia di studenti delle scuole superiori della città attendevano il proprio mezzo per tornare a casa. Il bus Tua delle 13.40 stava partendo da Avezzano per raggiungere L’Aquila quando un giovane è sceso improvvisamente dal marciapiedi e si messo davanti al mezzo. «È stata questione di istanti e ci siamo ritrovati circondati da una baby gang», ha raccontato un dipendente Tua che si trovava sul bus e stava tornando all’Aquila, «ce lo siamo ritrovati davanti senza un’apparente ragione e il mio collega ha prontamente frenato. Poi è sceso per poter verificare l’accaduto ed è stato aggredito improvvisamente, anche da altri ragazzi. Una violenza inaudita». L’autista, stando al racconto dell’uomo, è stato circondato da sei giovani, tutti stranieri, che hanno iniziato a insultarlo arrivando anche a strattonarlo e malmenarlo. L’altro dipendente Tua che si trovava sul bus si è precipitato al fianco del collega e ha avuto lo stesso trattamento. «Hanno iniziato a inveire contro di me e contro l’autista in modo incredibile e violento», ha continuato, «erano tutti ragazzi, credo minorenni, non potevo credere a quello che stava accadendo. Ci insultavano, ci strattonavano, a un certo punto ho temuto il peggio perché hanno iniziato a offendere pesantemente e a minacciare. Insieme al mio collega siamo risaliti sull’autobus per evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente, anche perché ad assistere alla scena c’erano diversi pendolari, sia sul bus che all’esterno». Quando i due dipendenti Tua sono risaliti per far partire il mezzo, i ragazzi hanno iniziato a tirare calci e pugni al bus arrivando anche a bloccare le porte. «Eravamo tutti impauriti», ha continuato l’uomo, «solo dopo esserci allontanati siamo riusciti a chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Non ci sentiamo più sicuri, non è possibile essere aggrediti in questo modo da una baby gang con minacce pesanti e insulti. Il nostro lavoro ci espone a un rischio quotidiano. E non è la prima volta che accade».
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